Anzano-Nuova Zelanda, il cammino interrotto in Iran. Moja: «Mi sono fermato per pensare a nuovi progetti»

La partenza di Claudio Moja

«Arrivato ad un certo punto ho pensato ad una serie di progetti che avrei potuto portare avanti e mi sono anche detto che stare lontano per tre anni da casa sarebbe stato troppo. Ho preferito prendere il primo aereo e tornare a casa». Claudio Moja, classe 1993, di Anzano del Parco, da qualche giorno è nella sua Brianza.
Nell’aprile del 2018 era partito a piedi, con l’intento di raggiungere, nel giro di tre anni appunto, la Nuova Zelanda. Ma il suo viaggio è terminato in Iran, nella città di Shiraz, nei primi giorni di quest’anno. In ogni caso il suo viaggio è stato ragguardevole. Sulle sue gambe Moja ha attraversato Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia, Montenegro, Kosovo, Macedonia, Bulgaria, Grecia, Turchia, Georgia, Azerbaigian, Armenia e, appunto, Iran, prima dello stop. I momenti peggiori in Bosnia, dove è stato scambiato per un terrorista e ha subito un tentativo di rapina. Per molti l’appuntamento sui social era diventato quotidiano con Claudio che, compatibilmente con la situazione e la possibilità di collegarsi a Internet, aggiornava i suoi tifosi e amici.
«Andando avanti ho perso un po’ di entusiasmo, non lo nego – spiega ancora Moja – e ho iniziato a pensare ad una serie di cose che avrei potuto fare se fossi stato a casa, anche legate ai Paesi che ho visto, che offrono opportunità e che meritano di essere conosciuti. Mi è venuta la sensazione che proseguendo avrei perso del tempo prezioso, per me e per i progetti che avrei voluto mettere in cantiere. Alla fine ho pensato che la soluzione più giusta fosse quella di tornare in Italia, dove sono ripartito da zero. Con l’idea di stare via tre anni ho anche venduto la macchina: mi devo riorganizzare un po’ su tutto, anche nel cercare un lavoro, ma mi rimetto volentieri in gioco, senza rimpianti e con entusiasmo».

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