Appiani svelato a Caglio

Maria Teresa Binaghi Olivari, già funzionario della Sovraintendenza dei beni artistici e storici a Brera, a Caglio parla di dipinti di Andrea Appiani

(g.p.) Furono commissionati dalla parrocchia di Caglio nella seconda meta del Settecento i quattro dipinti raffiguranti i Santi Vitale, Valeria,Gervaso e Protaso esposti domenica scorsa nella chiesa del paese in occasione della conferenza di Maria Teresa Binaghi Olivari, già funzionario della Sovraintendenza dei beni artistici e storici a Brera, che ne ha illustrata l’attribuzione ad Andrea Appiani, celebre esponente del Neoclassicismo e pittore per eccellenza dell’età napoleonica.
Secondo la studiosa, le opere di Appiani a Caglio – da lei descritte nella pubblicazione Scritti per Ferdinando Mazzocca (Silvana Editoriale, 1918) – sono riconducibili agli esordi giovanili dell’artista e costituiscono “una delle prime espressioni del Neoclassicismo milanese”.
Le quattro figure, di evidente qualità pittorica e coloristica, sono delineate con la  compostezza dettata dal nuovo gusto, leggibile nelle pose, nel fine equilibrio dei volti, nei sobri drappeggi.
Giunta a Caglio sulle tracce di un altro dipinto presentato nel corso dell’incontro – il quadro con San Filippo Neri e San Carlo eseguito nel 1793 dal pittore e valente restauratore Giuseppe Appiani per il santuario della Madonna di Campoè – Maria Teresa Binaghi Olivari ha rinvenuto nell’archivio parrocchiale un duplice riferimento documentario per le quattro tele esposte del più celebre Andrea Appiani.
In una lettera del dicembre 1821 il parroco Giuseppe Andrea Gori attestava: “Ho ritrovato nel fascicolo libri della chiesa che sotto il primo settembre 1776 fu in proposito convenuto col s.r Andrea Appiani di fare i quattro Evangelisti in eguale misura ed altri quattro pezzi che sono i Santi Vitale e Valeria e SS. Gervasio e Protaso.”
Il sacerdote aggiungeva: “Il s.r Appiani terminò l’opera verso la fine del mese di gennaio anno 1777”. A conferma delle parole del parroco, in una scrittura contabile della parrocchia del 22 aprile 1777 si legge: “Pagato a Andrea Appiani Pittore come da confesso n.2 £ 300”, mentre altre spese sono indicate “per portatura dei suddetti Quadri n. 8 da Milano”.
I quadri eseguiti da Andrea Appiani per la parrocchia di Caglio erano quindi otto, realizzati a Milano e poi  trasportati sul posto.
Dopo la lettera del 1821 tuttavia, precisa Maria Teresa Binaghi Olivari, solo i quattro dipinti  tuttora conservati con i santi Vitale, Valeria, Gervasio e Protaso risultano nominati, nel 1898 da Carlo Gianola e nel 1906 da Giulio Redaelli. Non sono invece più citati quelli degli Evangelisti, ad oggi non più rinvenuti.
Commenta Alberto Bottinelli, della rassegna “Il tè delle 5” che ha promosso l’evento: “Nei tre paesi della parrocchia, Caglio Rezzago, Sormano, si contano opere d’arte rilevanti, ben 12 chiese, tre antichi centri storici: occorre condividere questa realtà, renderla viva e fruibile anche dal turismo che dal lago di Como si irradia alla scoperta dei piccoli centri.”

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