Apre un nuovo presidio nel vecchio Sant’Anna: fino a 31 posti letto per i pazienti Covid-19 in guarigione

Monoblocco Ospedale Sant'Anna via Napoleona

Venti posti letto (che possono aumentare fino a 31) in via Napoleona, nell’area dell’ex ospedale Sant’Anna, per far fronte all’emergenza Covid-19. L’Asst Lariana ha messo in atto una riorganizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali e creato una rete di interventi per una dimissione dei pazienti in sicurezza, anche nei confronti dei familiari e della rete sociale comunitaria. All’apertura di una degenza di transizione nel presidio Felice Villa a Mariano Comense si affianca da oggi un’analoga degenza a Como, in via Napoleona.
«Con la riattivazione del vecchio Sant’Anna, ci sarà finalmente un presidio in più anche contro il Covid-19. È il coronamento di uno sforzo corale compiuto da sanità e politica e un primo passo importante verso una medicina territoriale al servizio del cittadino». È il commento del consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo.
«Impossibile però non sottolineare la lentezza di Ats Insubria che ha permesso l’apertura della struttura solo ora, quando ormai i contagi sono al minimo e dopo mesi caratterizzati da un trattamento di sfavore per Como rispetto a Varese – aggiunge Orsenigo – In tutte queste settimane quanti anziani soli avrebbero potuto affrontare la quarantena in via Napoleona? Quante persone impossibilitate a isolarsi in case troppo piccole avremmo potuto aiutare? L’esperienza del vecchio Sant’Anna deve funzionare da guida per il futuro della sanità comasca e lombarda che deve necessariamente partire dal territorio, con una revisione della riforma del 2015 sponsorizzata al tempo con grande entusiasmo dagli stessi partiti che oggi ne chiedono lo smantellamento».
Il reparto si trova nell’edificio che ospitava la Radioterapia. È al primo piano ed è idoneo all’identificazione di un percorso dedicato Covid.
«Queste degenze di transizione – sottolinea il direttore generale della Asst Lariana, Fabio Banfi – consentono di rendere disponibili posti letto in ospedale e allo stesso tempo aumentare la capacità di risposta per i bisogni espressi dal territorio».
In tale presidio si intende inoltre implementare un progetto di telemedicina, con il monitoraggio dei parametri personalizzato già durante il ricovero, da proseguire al domicilio del paziente. «La fase del miglioramento clinico per molti pazienti risulta prolungata e caratterizzata da debilitazione psicofisica – osserva Raffaella Ferrari, direttore socio-sanitario di Asst Lariana – Alcuni soggetti, inoltre, permangono a lungo positivi al tampone ed è necessario prevedere una situazione di accoglienza più strutturata in attesa della loro negativizzazione per poter così assicurare l’attività assistenziale nelle massime condizioni di sicurezza possibile per utenti e familiari».

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