“Arancione rafforzato” a Como: chiudono le scuole di ogni ordine e grado, fatta eccezione per gli asili nido

Emergenza Covid, coronavirus a Como, volontari della Croce Rossa

Da domani la provincia di Como passa in “fascia arancione rafforzato”. La notizia, iniziata a circolare con insistenza nel pomeriggio di ieri, quando il comitato tecnico scientifico della Lombardia si era riunito per valutare le situazioni più critiche esistenti in regione, è poi stata confermata in serata anche dal sindaco di Como Mario Landriscina che ha ricevuto la chiamata da Milano.
«Ho avuto la comunicazione ufficiale dalla Regione, da mercoledì 3 marzo l’intero territorio sarà in fascia arancione rafforzato e le scuole chiuderanno», ha spiegato il sindaco Landriscina. Oltre al Comasco sono coinvolti diversi comuni della provincia di Mantova, della provincia di Cremona (incluso il capoluogo), di quella di Pavia e di dieci comuni della Città Metropolitana di Milano, tra cui Melzo e Binasco. Il provvedimento avrà una sua prima durata fino al 10 marzo quando verrà rivalutato l’evolversi del contagio. «Purtroppo il grande lavoro svolto da tutti, dalle forze dell’ordine, dal settore dei trasporti e dalle scuole, è totalmente vanificato – dice il sindaco – Adesso ancora una volta dovremo contare sugli ospedali che dovranno essere sostenuti in ogni modo. Sicuramente fa meditare e dovrà farci riflettere il fatto che il nostro è l’unico territorio che è stato inserito per intero in questa nuova colorazione».
In tarda serata è poi arrivata l’ordinanza firmata dal governatore Attilio Fontana. Ecco alcune delle disposizioni: innanzitutto saranno vietati gli spostamenti al di fuori della propria regione e del proprio comune di residenza. Ci si potrà muovere per comprovati motivi di salute, lavoro e necessità. Rimane in vigore il coprifuoco dalle ore 22 alle ore 5 del mattino successivo. Vige inoltre l’obbligo di usare la mascherina chirurgica sui mezzi di trasporto. Sono escluse le visite giornaliere a parenti e amici, tranne per situazioni di assoluta necessità. Fatta salva l’eccezione degli asili nido, chiuderanno tutte le scuole di ogni ordine e grado: spazio dunque alla didattica a distanza. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto.
I negozi continueranno a essere aperti; bar e ristoranti resteranno chiusi, permesso invece l’asporto e la consegna a domicilio.

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