Arancione rinforzato, cosa cambia per la spesa, vietate le visite a parenti e amici

Emergenza sanitaria Covid a Como

Dalla scorsa mezzanotte la macchia di arancione rafforzato che già colorava le province di Como e Brescia, oltre ad alcuni comuni lombardi, ha contagiato tutta la regione. Lo ha stabilito un’ordinanza del presidente Attilio Fontana, che è in vigore da oggi a domenica 14 marzo compresa.
Chiuse tutte le scuole lombarde, ad eccezione dell’infanzia (nidi e micronidi).

L’andamento della situazione epidemiologica sul  territorio in rapido peggioramento «e le peculiarità del contesto sociale ed economico» si legge nell’ordinanza, già applicata da mercoledì a Como, hanno spinto Palazzo Lombardia a sospendere tutte le lezioni in presenza dalle primarie alle superiori. 

«La Commissione – spiega il presidente Fontana – a seguito dell’analisi dei dati ha condiviso la necessità di superare la differenziazione tra aree assumendo interventi di mitigazione rinforzati per tutto il territorio regionale con l’obiettivo, oltre che di contenere l’incremento di contagi, di preservare le aree non ancora interessate da una elevata incidenza». L’ordinanza di ieri supera le precedenti.

Questo significa che anche a Como, dove l’arancione rinforzato sarebbe dovuto proseguire fino al 10 marzo (salvo proroghe), le regole varranno almeno fino a domenica 14.
Per la scuola sono garantite solo le attività di laboratorio e quelle per studenti con «bisogni educativi speciali».

Per quanto riguarda le regole sugli spostamenti, viene confermato il coprifuoco e il divieto di raggiungere le seconde case in tutta la regione salvi gli spostamenti motivati da comprovate e gravi situazioni di necessità. Divieto di andare nelle seconde case lombarde che vale anche per chi risiede fuori dai confini regionali. Non sono consentiti «spostamenti verso le abitazioni private abitate ubicate nel territorio della regione» si legge. Nei negozi si può recare una sola persona per nucleo familiare. Chiuse tutte le aree attrezzate per gioco e sport.

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