Area Ticosa, da risolvere lo storico “nodo” Santarella. L’ex centrale termica è un simbolo dell’archeologia industriale

area Ticosa, santarella

Comunque vada, c’è un nodo da risolvere. Tante ipotesi, tutte affascinanti e ambiziose. Tanti sogni: museo dell’architettura razionalista comasca del Novecento , museo dei trenini Rivarossi, nuova sede del Museo della Seta che in effetti da tempo ambisce al trasloco. Ma questo, per ora, è il passato. Adesso è solo una rovina abbrustolita dopo il rogo del 2016, con gli accessi murati per tenere alla larga i senzatetto, ma nell’ipotesi che in Ticosa sorga il futuro Comune c’è chi spera che tra quelle mura si possa insediare un futuro culturale.
Per la Santarella, ex centrale termica della tintostamperia, vincolata come bene storico di archeologia industriale, tutto ciò che rimane in piedi della sua parte pubblica, si sono anche ipotizzati altri destini: un museo della luce intitolato a Volta, ma anche struttura utile per la vicina università.
L’edificio, opera dell’ingegner Luigi Santarella, da cui prende il nome, rappresenta una sorta di “monumento” della moderna tecnica delle costruzioni in calcestruzzo ed è tutelato. Ed essendo intoccabile nella sua struttura e sorto proprio all’interno di un importantissimo ex polo tessile, potrebbe ricordare la storia della seta e ospitarne i reperti. Ma come detto, tra le altre ipotesi si è pensato di far nascere nell’ex Santarella un “Museo del Razionalismo” – alternativa alla praticamente inagibile Casa del fascio, storica sede delle fiamme gialle, ma si è anche pensato di insediarvi un Museo dei Trenini Rivarossi, per celebrare la storica azienda di ferromodellismo di Sagnino.

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