Argentina-Como, un ponte d’amore che viaggia lungo il filo di una email

altL’album dei ricordi di una famiglia di Paraná, nell’Entre Rios

Intenso “amarcord” comasco con immagini inedite. Giungono da molto lontano, dalla terra di papa Francesco. Per la precisione giungono da Paraná, una città dell’Argentina capoluogo della provincia di Entre Ríos, situata sulla riva orientale del fiume Paraná, di fronte alla città di Santa Fe, con quasi 238mila abitanti.
Qui vive con la famiglia Jorge Cerana, che ha inviato al “Corriere di Como” una email per ridare vita a un legame antico con Como, forte nel mondo della memoria e degli

affetti e oggi rinsaldato grazie ai moderni mezzi di comunicazione. Ha infatti scannerizzato e spedito al nostro giornale alcune foto ingiallite dal tempo, che documentano un quartiere della città lariana e la sua umanità. Alcuni preziosi scatti d’antan che risalgono all’epoca del viaggio di suo nonno Florencio Cerana a Camerlata, nel lontano 1911. Un viaggio importante nella storia della famiglia.
«Era accompagnato dalla sua sposa, Luisa Balzaretti Tagliabue, con alcuni familiari, a Camerlata», ha scritto Jorge nella sua email.
«Una delle foto mostra la casa della famiglia Tagliabue – ha aggiunto nel suo messaggio di posta elettronica – Un’altra durante una passeggiata in una località non meglio precisata nei pressi di Como, con mia nonna Luisa che tiene in mano un ombrellino ed è in compagnia di alcune parenti di Camerlata».
Fu un viaggio «piacevole», come sottolinea Jorge, che ha altri documenti per testimoniare il legame tra la sua famiglia argentina e il Lario.
«Invitiamo i vostri corrispondenti argentini ad unirsi alla nostra sezione “Comaschi nel mondo” – ha commentato il presidente della “Famiglia Comasca”, Piercesare Bordoli – È un gruppo già da tempo molto attivo, ma che contiamo in futuro di potenziare, dato che è forte la presenza di comaschi specie nei Paesi latinoamericani dove molti lariani hanno trovato fortuna in quella grande avventura che fu il movimento migratorio tra il 1850 e il 1915. Abbiamo una ormai storica frequentazione con i nostri “parenti” giapponesi grazie al gemellaggio che unisce Como a Tokamachi, che quest’anno vivrà numerosi appuntamenti di rilievo, ma il Sudamerica ci è particolarmente caro».
Il sito del sodalizio ospita infatti un’apposita sezione dedicata ai comaschi all’estero e ai discendenti di comaschi che vivono in Paesi stranieri, per creare e mantenere vivo un legame di conoscenza, di fraternità e, fin dove possibile, di servizio. «Il rapporto con i nostri comaschi all’estero è fondamentale e ha un valore inestimabile», dice Bordoli. Che di recente ha ospitato nella sede di via Bonanomi Enrique Bordoli, sovrintendente dei pompieri volontari della città cilena di Copiapó, diventata famosa nell’estate del 2010. Qui, in agosto, 33 minatori erano rimasti intrappolati a 800 metri di profondità. L’ansia dell’intero pianeta si era protratta per ben sessanta giorni. A settembre, poi, tutti i lavoratori erano stati tratti in salvo. La nonna del cileno-comasco Bordoli era di Bene Lario, suo nonno di Mezzegra.

Nella foto:
A sinistra, foto d’epoca spedita dall’argentino Jorge Cerana. Sopra, la nonna Luisa Balzaretti Tagliabue (è la donna con l’ombrellino) con due parenti a Camerlata

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.