Argine contro la variante inglese, ma la Lombardia chiede più vaccini

Ospedale Sant'Anna, il Vaccino anti Covid

Bombardamento di vaccini nei punti più critici della regione. Utilizzo di strutture già esistenti per una vaccinazione capillare sul territorio. Mitigazione e contenimento dei contagi, un Tavolo tecnico con ministero della Salute, Aifa, Istituto Superiore della Sanità, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e quattro Regioni (Veneto, Emilia, Marche e Lombardia) per decisioni rapide ed efficaci. È tempo di agire.
E il futuro del Comasco sta tutto in tre numeri: avere più di 250 nuovi contagi negli ultimi 7 giorni ogni 100mila abitanti. Nel malaugurato caso di superamento di questa soglia, si rientra nella fascia di intervento prioritario individuata dalla Regione, come quella istituita tra Brescia e Bergamo, in cui saranno destinati quanti più vaccini possibile, compatibilmente con le disponibilità, per porre un argine al dilagare della pandemia.
Su questa base la giunta regionale ha approvato il nuovo piano di vaccinazione per tutti i lombardi e insiste sulla richiesta al ministero della Salute di accelerare sulla prima dose, rinviando la seconda. Si prevede di somministrare un milione di dosi entro marzo sul territorio regionale, con una campagna massiva che costerà 214 milioni (risorse sia nazionali che regionali).
Como è tra le province in cui l’incidenza del contagio allarma di più per la sua crescita. Ieri il presidente della Regione Attilio Fontana, presentando il nuovo piano vaccinale regionale, a tale proposito ha dichiarato: «La situazione è sempre sotto la massima attenzione, non appena si evidenzino situazioni che lasciano intendere rischi si dovrà intervenire, ci adegueremo alle necessità dei territori».
Fontana ieri ha ricordato che occorre che le aziende italiane possano con le dovute riconversioni produrre vaccini in proprio: «Il governo affronti il tema – ha detto – Se le cose non si dovessero risolversi dobbiamo poter contare su una produzione nostra che non dipenda dai capricci di altri Paesi».
«Se avremo i vaccini sufficienti, entro la fine di giugno completeremo la campagna», ha ribadito ieri l’assessore al Welfare e vicepresidente della Regione Letizia Moratti illustrando il nuovo piano vaccinale e la relativa delibera nel dettaglio. La prossima settimana, con una seconda delibera saranno indicate tutte le sedi vaccinali sui territori, dai centri maggiori ai più piccoli.
«Abbiamo messo a punto un modello misto, che prevede punti di grande erogazione, con numeri elevati di vaccini somministrati ogni giorno, e altri medi e piccoli distribuiti sul territorio e più vicini ai cittadini. In tutti i casi saranno utilizzate strutture già esistenti» ha detto Moratti. La Regione vaglia anche la possibilità di utilizzare altri farmaci già validati in altri Paesi, come il russo Sputnik che ha trovato in Guido Bertolaso un sostenitore: «Dal punto di vista scientifico è valido, va verificata la qualità del sistema produttivo russo» ha detto il responsabile del coordinamento della campagna di somministrazione dei sieri anti-Covid in Lombardia. E ha aggiunto: «La coperta è corta, anzi è un fazzoletto. Siamo in tempo di guerra, la variante inglese non si sta diffondendo solo in provincia di Brescia, bisogna rallentarla e per farlo servono più dosi» ha rimarcato. Como, se proseguirà in salita la curva epidemiologica, si attenda la stessa pioggia massiva di vaccini prevista dalla Regione per i bresciani e i bergamaschi «Non possiamo vaccinare tutti gli abitanti dei comuni in cui si registrano nuovi focolai – ha spiegato ieri Bertolaso – purtroppo questo non può avvenire perché ci mancano i vaccini. La Lombardia sta riducendo anche le scorte perché riteniamo sia il caso di scendere sotto il 30%, stabilito dalle linee del Governo, perché bisogna vaccinare il più possibile».
Ieri intanto prima seduta per testare i percorsi per gli over 80 all’ospedale di Menaggio, dove sono stati vaccinati 35 cittadini nati tra il 1920 e il 1941. All’ospedale Sant’Anna erano previste 210 vaccinazioni di persone nate negli stessi anni. Tra queste, due hanno 101 anni e tre 100 anni.

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