Arriverà dal mondo dell’edilizia il futuro presidente di via Parini

altCamera di Commercio Grandi manovre tra le associazioni d’impresa del territorio
Il prossimo 20 agosto saranno resi noti i numeri del nuovo consiglio
Le grandi manovre per il rinnovo dei vertici della Camera di Commercio di Como sono in pieno svolgimento. E non mancano sorprese e curiosità. Alcune delle quali hanno preso alla sprovvista gli stessi diretti protagonisti.
In attesa di capire quale destino il Parlamento deciderà di riservare agli enti di promozione economica dei territori, la novità più importante – in questo giro – è sicuramente il sistema di calcolo della rappresentanza delle associazioni d’impresa nel “parlamentino”

della Camera di Commercio.
Se la ripartizione proporzionale rimane invariata, cambia completamente la procedura di accertamento del “peso” delle singole categorie.
Le associazioni datoriali, infatti – ma anche i sindacati o i consumatori – da quest’anno hanno dovuto non soltanto presentare in Regione i propri numeri ma anche certificarli.
In sostanza, industriali, artigiani, commercianti e ogni altro gruppo interessati alla conquista di un seggio nel consiglio camerale sono stati costretti a produrre gli elenchi degli associati e degli iscritti.
La cosa ha generato non pochi sommovimenti. Sono state diverse le associazioni che hanno preferito non presentare domanda in Regione. Alcune di esse erano presenti nel consiglio camerale uscente.
La fotografia della realtà dell’associazionismo economico lariano che scaturirà dai numeri consegnati al Pirellone sarà certamente differente da quella attesa. E secondo le primissime indiscrezioni, emergerebbero dati molto meno consistenti rispetto al passato, quando i numeri di iscritti e associati erano semplicemente autocertificati.
Altro elemento interessante è la strategia delle alleanze. Nella futura Camera di Commercio di Como potrebbero formarsi due grandi blocchi, ai quali si affiancheranno alcune pedine sparse.
I due blocchi sono il frutto dei cosiddetti apparentamenti, siglati tra associazioni per avere maggiore peso nella ripartizione dei seggi. Il primo di questi blocchi è formato da Confcommercio e da Confartigianato. Il secondo, invece, vede l’unione di Confindustria, Cna, Compagnia delle Opere, Imprese edili, Cooperative.
Si stima che entrambi possano aspirare ad avere una decina di componenti dell’assemblea, anche se su questo versante non ci sono ancora certezze. Soltanto il prossimo 20 agosto saranno ufficializzati i numeri e si saprà quindi quali equilibri avrà il nuovo consiglio camerale.
Ai due blocchi più forti si affiancheranno, come detto, le componenti minori che hanno scelto di non siglare apparentamenti: gli agricoltori, i sindacati, i consumatori, il rappresentante del mondo del credito, quello degli ordini professionali (novità assoluta anche questa).
Il nome del nuovo presidente verrà fuori necessariamente da una trattativa che si annuncia difficile. Il gruppo che fa capo agli industriali avrebbe individuato al suo interno il candidato più forte, ma evita accuratamente ogni anticipazione con l’obiettivo di salvaguardarne la possibile elezione.
Si sa soltanto che si tratta di un rappresentante del mondo dell’edilizia.
Confartigianato e Commercianti puntano invece su uno dei componenti della giunta uscente, ma sono pronti a discutere e a trovare un accordo se venisse loro garantita una valorizzazione della propria rappresentanza dentro l’esecutivo.

Da. C.

Nella foto:
La Camera di Commercio di Como avrà, nel mese di settembre, un nuovo consiglio e un nuovo gruppo dirigente (foto Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.