Asilo Sant’Elia, così il Comune risponde alle critiche

L'asilo Sant'Elia di Como, opera razionalista progettata dall’architetto Giuseppe Terragni

Caso Asilo Sant’Elia di Como, ieri è arrivata la replica del Comune. La polemica è in corso da settimane: Attilio Terragni, pronipote dell’architetto Giuseppe Terragni cui si deve il monumento tra via Alciato e via dei Mille, contesta la qualità dei lavori di ristrutturazione sul monumento, in particolare la «mancanza di un progetto globale di restauro dell’immobile, le tende esterne che sarebbero state distrutte, alcuni graffi sulle vetrate e infine il colore individuato per la verniciatura degli infissi che a detta dell’architetto non troverebbe riscontro nella cartella colori dell’asilo».
L’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Vincenzo Bella, ieri ha replicato punto per punto: «Sulla scelta del colore degli infissi, lo stesso è stato scelto previo adeguato sopralluogo e campionatura con la Soprintendenza, dopo che questa aveva consultato l’Archivio Terragni, accertando che non esistono evidenze di prova di quali fossero i colori originali degli infissi e – quindi – operando con tecniche di scelta che – in casi analoghi – si effettuano per gli interventi sugli edifici vincolati».
Sulla scelta della ditta che sta eseguendo i lavori di manutenzione, l’assessore spiega: «Non si esclude che l’impresa abbia commesso un errore, danneggiando i vetri degli infissi – si legge nel comunicato – ma i «tecnici del Comune responsabili del cantiere sono già intervenuti con le procedure previste di convocazione, contestazione e addebito dei danni provocati. Si interverrà a breve con la sostituzione dei vetri danneggiati, risalenti ad anni recenti e non certo originali».
Poi sulla non necessità degli interventi sui controsoffitti interni dell’edificio, «nel rispetto di ogni opinione espressa dall’esterno e peraltro non surrogata dalla conoscenza oggettiva dei problemi, la necessità di intervenire è strettamente connessa con la sicurezza da garantire per l’uso pubblico dell’edificio».
In sintesi, il Comune ridimensiona le criticità contestate: «Fatte salve le doverose contestazioni su lavorazioni mal eseguite, già notificate all’impresa esecutrice – dice Bella – ritiene che i lavori in corso siano realizzati nel rispetto di norme, regole tecniche e autorizzazioni da parte degli Enti di controllo. Le scelte fatte sono state condivise con la Soprintendenza e da questa costantemente vigilate». Un intervento, quello in atto, pari a circa 56.000 euro oltre oneri e iva, da inserire in un contesto più ampio: «Un intervento per un importo complessivo di 470.000 euro è in fase di progettazione – ha annunciato l’assessore Bella – Intendimento dell’amministrazione è di indire le procedure di appalto entro la fine del 2019, prevedendo le opere necessarie alla sistemazione e impermeabilizzazione della copertura, onde evitare infiltrazioni, rimuovere il controsoffitto pesante e realizzarne uno alleggerito (con pari estetica) oltre a opere di antisfondellamento sulla soletta esistente, adeguare gli impianti elettrici e di sicurezza; in aggiunta alcune opere di rifinitura e imbiancatura».
Attilio Terragni domani sarà a Roma dove sottoporrà all’attenzione del Mibact, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, le contestazioni già portate a conoscenza della Soprintendenza e del Comune di Como.

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