Asilo Sant’Elia, le minoranze all’attacco della giunta

L'asilo Sant'Elia di Como, opera razionalista progettata dall’architetto Giuseppe Terragni

L’ennesimo “bisticcio” in maggioranza – questa volta si tratta dell’attacco di Mario Gorla di Fratelli d’Italia alla gestione caotica delle opere di recupero dell’asilo Sant’Elia – scatena le minoranze.

«L’amministrazione di Como ha considerato l’asilo Sant’Elia alla stregua di un qualsiasi complesso scolastico dove si è liberi di intervenire senza scrupoli – dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio comunale Fabio Aleotti – Trattandosi di un monumento di straordinario valore, opera della seconda metà degli anni ‘30 che lo stesso autore Terragni definiva come la sua opera più spontanea, non si possono usare criteri che al più fanno capo all’ordinaria manutenzione di qualsiasi plesso scolastico. Ritengo inqualificabile un approccio del genere a un’opera riconosciuta come un capolavoro del razionalismo italiano, danneggiando persino i vetri, parte essenziale della visione architettonica di Terragni».

Lo stesso Gorla aveva lanciato un appello molto chiaro in consiglio comunale. «Fermiamo questo oltraggio a Terragni, difendiamo il Razionalismo vanto della città di Como. Salviamo l’asilo Sant’Elia».

E esplicative sono anche le parole del capogruppo del Pd, Stefano Fanetti. «Non posso che trovarmi d’accordo con le parole di Gorla. Fa però riflettere che Fratelli d’Italia con due assessori e sei consiglieri si scagli contro la giunta per il disastro Sant’Elia. Indubbiamente la dice lunga sulle correnti interne alla maggioranza e alla coesione del gruppo politico che guida – o finge di guidare – la nostra città», dice Fanetti. «Inoltre non dimentichiamo che il Sant’Elia è un edificio scolastico a tutti gli effetti. Per far partire gli interventi è stato necessario spostare classi in una sede alternativa», chiude Fanetti.

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