Asilo Sant’Elia, summit strategico con la Soprintendenza

asilo d'infanzia Sant'Elia

Esperti e amministratori al capezzale di un illustre malato. Ieri si è svolto l’atteso summit tra la Soprintendenza e i settori comunali Opere pubbliche e Cultura per valutare quali e quanti interventi necessita l’asilo Sant’Elia di Como di via Alciato, simbolo del Razionalismo e opera di Giuseppe Terragni. Dopo i restauri contestati, i lavori che avrebbero dovuto restituirlo alla città entro la Pasqua dello scorso anno sono rimasti in sospeso. Poi l’arrivo della pandemia e il blocco totale del cantiere. Affinché l’asilo possa riaprire e tornare ad accogliere i bambini della materna, oggi trasferiti nell’istituto di via Viganò, sono necessari una serie di interventi.

«L’incontro è stato assai proficuo e ha avuto a oggetto anche ipotesi di ulteriori interventi tesi alla miglior valorizzazione dell’immobile» recita una nota di Palazzo Cernezzi diffusa ieri che precisa: «Nelle prossime settimane sono stati calendarizzati ulteriori incontri per l’approfondimento tanto della fase operativa quanto di quella progettuale».
In realtà si è trattato di una prima presa di contatto tra la Soprintendenza e gli assessori ai Lavori pubblici Pierangelo Gervasoni e alla Cultura Livia Cioffi con i rispettivi staff comunali per stabilire alcuni punti fermi. È presto quindi per dire come e quando verranno spesi i quasi 500mila euro necessari.

«Si è trattato dell’inizio di un cammino di collaborazione e costruzione – dice l’architetto Maria Mimmo, funzionario responsabile di zona per la provincia di Como della Soprintendenza per la Lombardia (Area funzionale architettura e paesaggio) che ha sede a Palazzo Arese Litta in Corso Magenta a Milano – Abbiamo posto le basi di un programma organico di interventi che siano tesi al recupero dell’edificio, non solo nel senso della restituzione alla sua naturale attività scolastica ma anche per renderlo degno del ruolo di icona dell’architettura del Novecento quale esso è. Si è trattato della presa d’atto della complessità degli interventi necessari, frutto dell’attenzione che da tempo all’Asilo dedica la Soprintendenza. È un edificio da leggere a più livelli, appunto come scuola, icona, polo del turismo culturale, Un edificio, il Sant’Elia, che ha molti problemi di conservazione, da adeguare sul piano energetico. Prima del cantiere servirà un programma conoscitivo che metta a regime gli interventi già compiuti, da inquadrare però finalmente in un piano organico».

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.