Assalti e rapine a Rebbio e Cantù: condanne per oltre 40 anni

Il tribunale di Como

Nel primo pomeriggio di ieri, il Collegio del tribunale di Como presieduto da Luciano Storaci, ha letto una sentenza per un totale di oltre 40 anni di carcere: 36 anni e 8 mesi complessivi (per sei imputati) per la rapina che andò in scena all’interno della sala giochi “Piper Slot” di Como, in via Pasquale Paoli (era il 3 febbraio 2014), 7 anni e sei mesi (per due imputati) per l’assalto al centro commerciale Mirabello di Cantù il 24 ottobre 2013.
A processo era finita una banda di rumeni che imperversava in tutto il Nord Italia, con almeno un centinaio di spaccate effettuate. Tra queste, anche colpi violenti in provincia di Como, che ieri sono finiti in aula portandosi dietro nove imputati. Uno, infatti, è stato assolto da ogni accusa. Per il colpo al “Mediaworld” e alla gioielleria “Redoro” avvenuto alle 4 della mattina del 24 ottobre 2013 nel centro commerciale Mirabello di Cantù, ad essere condannati sono stati due rumeni di 39 e 31 anni (con pene di 4 anni e 3 anni e 6 mesi), mentre i condannati per la rapina alla sala giochi sono stati 4 rumeni di 42, 33, 32 e 27 anni (con pene da 5 anni e 6 mesi fino a 7 anni e 10 mesi) e anche due italiani, un 51enne di Como (che ha rimediato 6 anni) e una 41enne di Cantù, condannata a 3 anni.
Questo ultimo assalto fu particolarmente brutale. La “Piper Slot” di via Pasquale Paoli a Rebbio, il 3 febbraio 2014, finì nel mirino di sei persone armate di pistola. I malviventi legarono polsi e caviglie di un dipendente utilizzando del nastro adesivo, lo fecero sdraiare a terra e poi fuggirono con 6mila euro in contanti presi dalle slot, altri 1.300 euro rubati da una cassetta di sicurezza e pure telefono, auto, orologio e portafoglio della vittima.
A Mirabello invece la banda – in quella occasione composta da 5 persone, due condannate, una assolta e le altre non identificate – fu messa in fuga dall’arrivo dei carabinieri, un inseguimento che proseguì fino a Nova Milanese quando i malviventi riuscirono a far perdere le proprie tracce scappando a piedi.
Le indagini hanno però permesso di ricostruire le innumerevoli attività della banda di rumeni, che sarebbe stata composta da almeno 30 persone.

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