Assalto al Bancomat della Bcc di Civenna. In tre finiscono nelle mani dei carabinieri

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Secondo quanto sostenuto dai carabinieri del Nucleo operativo di Como, intervenuti nella notte all’esterno della filiale di Civenna (frazione di Bellagio) della Bcc di Lezzeno, il colpo sarebbe stato preparato nei giorni precedenti con tanto si sopralluoghi e fotografie scattate all’interno dell’istituto di credito. Nel mirino c’era il Bancomat, che – nelle intenzioni – avrebbe dovuto essere forzato e aperto dall’interno. I militari dell’Arma, tuttavia, sono arrivati prima fermando l’uomo che già si era introdotto nella banca e pure i due complici che, dopo aver aiutato a organizzare il colpo, attendevano poco distante. Pare, tra l’altro, collegati, tramite un auricolare e i telefoni, al complice che si trovava dentro la filiale.
Alla fine, sono stati tre gli arrestati con l’ipotesi di reato di tentato furto. Si tratta di un 45enne di Sorico, ovvero dell’uomo che aveva fatto irruzione nell’istituto di credito, e di due residenti a Civenna, un 31enne (che avrebbe accompagnato il complice fino alla banca in macchina) e di un 52enne che avrebbe invece fornito appoggio logistico.
Ieri mattina i tre sono stati processati per direttissima di fronte al giudice monocratico del Tribunale di Como. L’arresto è stato convalidato e l’udienza è stata rinviata a lunedì prossimo dopo la richiesta degli avvocati della difesa – i legali Gioacchino Monachino e Daniela Castelletti – dei termini a difesa per studiare le carte. Nel frattempo, il giudice ha anche disposto la permanenza in carcere degli arrestati che sono stati tradotti al Bassone.
Il colpo era stato organizzato per la mezzanotte tra martedì e mercoledì e nel mirino, come detto, era finito il Bancomat della Bcc di Lezzeno con sede a Civenna.
I carabinieri, al termine delle perquisizioni, avrebbero anche recuperato una serie di scatti fotografici – nel cellulare di uno degli arrestati – con immortalato l’obiettivo da colpire. Sequestrati anche un coltello e uno scalpello, trovati nelle tasche del 45enne di Sorico che si era introdotto in banca. Quest’ultimo si era vestito di nero, con un cappello di lana calato sul viso e due buchi aperti all’altezza degli occhi.
Per potersi muovere al buio si era anche legato in testa una torcia.
Tutto insomma era stato preparato ma i carabinieri sono arrivati prima che il colpo potesse essere portato a termine.
Gli arrestati ora avranno modo di spiegare al giudice (ieri due su tre sono rimasti in silenzio) il perché della loro azione. I tre finiti in cella erano insospettabili e incensurati, due con loro attività e il terzo dipendente di una importante società attiva sul territorio.

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