Assalto alle Poste di Lurago d’Erba: condanne fino a 17 anni

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La sentenza in Tribunale a Como
Pene pesanti per due imputati e una assoluzione. Il colpo da 40mila euro nel novembre del 2009

Due condanne pesantissime e una assoluzione «per non aver commesso il fatto». Si è concluso così, davanti al collegio del Tribunale di Como (presidente Vittorio Anghileri, giudici a latere Carlo Cecchetti e Gianluca Ortore), il processo di primo grado per il colpo all’ufficio postale di Lurago d’Erba andato in scena nel novembre del 2009 (il bottino fu di 40mila euro). La pena più pesante ha colpito un 56enne di Valbrona, condannato addirittura a 17 anni e 10 mesi di reclusione. A pesare, i precedenti dell’imputato, già ben

noto alle forze dell’ordine.
Il suo complice, un 52enne di Bellagio, ha rimediato invece 11 anni mentre il terzo finito a processo, un 60enne di Asso, è stato assolto in quanto non sarebbe stata provata la sua presenza sul posto in occasione della rapina.
Per la verità, il giudice dell’udienza preliminare di Como, nel mese di febbraio del 2012, aveva letto il rinvio a giudizio per una quarta persona, un 78enne di Milano. La posizione di quest’ultimo è stata tuttavia stralciata per motivi di salute e proseguirà separatamente.
I giudici del Tribunale hanno anche stabilito un risarcimento a Poste Italiane da 95mila euro.
La pubblica accusa aveva invece invocato tre condanne per 9 anni di pena a testa.
Il commando di fuoco che assaltò in modo brutale l’ufficio postale di Lurago d’Erba (novembre 2009) scappando con 40mila euro, fu arrestato dai carabinieri della compagnia di Cantù un mese dopo in provincia di Reggio Emilia. In quell’occasione la banda di rapinatori, armata di tutto punto, attendeva al varco un furgone portavalori carico di 300mila euro destinati agli uffici postali per le pensioni. Il blitz dei militari permise però di sventare il colpo e arrestare i malviventi, tra cui gli uomini cui venne poi contestata anche la rapina di Lurago d’Erba per cui ora è stata letta la sentenza.
A Reggio Emilia – tanto per fare un esempio significativo sulla potenza di fuoco del gruppo – furono sequestrati anche dei kalashnikov oltre a pistole e mitragliette di fabbricazione israeliana.

M.Pv.

Nella foto:
Le immagini dell’arsenale sequestrato alla banda in occasione del blitz di Reggio Emilia

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