Assolda il figlio per perseguitare la madre: gli chiedeva di raccogliere notizie su presunte relazioni

Questura di Como (viale Roosevelt), nuova targa e nuova insegna con la scritta “Polizia”. Polizia di Stato.

Secondo il giudice delle indagini preliminari di Como, Andrea Giudici, l’indagato avrebbe non solo continuato nelle azioni persecutorie nei confronti della compagna (nonostante fosse già stato colpito dalla misura del divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati), ma con la scusa di poter vedere i figli per poterli portare a scuola, avrebbe anche “assoldato” uno di loro – un maschietto di appena 12 anni – per fornire informazioni sugli spostamenti della madre e su eventuali relazioni con altri uomini, in particolare padri dei suoi compagni di classe.

È una storia che ha come base la gelosia più sfrenata, quella che è avvenuta a Como e di cui non forniamo ulteriori dettagli per tutelare l’anonimato della vittima e anche dei figli. Gli uomini della squadra Mobile, che hanno proseguito le indagini anche dopo l’esecuzione della prima misura, hanno raccolto in questi giorni – dall’inizio delle scuole in avanti – elementi che hanno convinto il giudice a modificare il divieto di avvicinamento con la custodia cautelare in carcere. Misura che è stata eseguita nelle scorse ore.

Al Bassone è così finito un padre di 54 anni che nelle prossime ore verrà interrogato dal giudice firmatario della nuova ordinanza a suo carico.
Secondo il magistrato infatti, la misura precedentemente in atto si sarebbe rivelata del tutto «inidonea a impedire la reiterazione del reato» di stalking e molestie. Nel mirino è finito, come detto, soprattutto l’assoldamento del figlio, di appena 12 anni, in “missioni” per conto del genitore per cercare di capire dove lavorasse, che macchina avesse e dove abitasse il padre di un compagno di classe che il 54enne credeva avesse una relazione sentimentale con la sua ex.

In una occasione, addirittura, il figlio sarebbe arrivato (autonomamente) a prendere dei bastoni e a colpire l’auto della madre. La relazione sentimentale tra l’arrestato e la vittima si era interrotta mesi fa, nel maggio del 2021. Da allora l’uomo non si era mai dato pace arrivando a perseguitare la ex in una «spirale ossessivo-persecutoria» che è stata interrotta solo con le indagini della squadra Mobile e l’ordinanza del gip che è stata eseguita in queste ore.

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