Assolo “lunare” di Maurizio de Giovanni a Como

Teatro Sociale, foto serale

Un pezzo di Napoli è nel cuore del Sociale. Plinio il Vecchio, naturalista e storico lariano, morì nel 79 dopo Cristo fra le esalazioni sulfuree dell’eruzione vulcanica del Vesuvio che distrusse Ercolano e Pompei, mentre provava a osservare il fenomeno eruttivo più da vicino.
In suo onore viene usato il termine di “eruzione pliniana” per definire una forte emissione esplosiva simile a quella del Vesuvio in cui perse la vita. L’episodio venne immortalato nel 1813 dal pittore Alessandro Sanquirico sull’antico “velario” del Sociale di Como, che misura 140 metri quadrati.
L’evento che aprirà la stagione di prosa del Sociale quest’anno il 2 ottobre sarà proprio nel segno di Napoli: il teatro ha commissionato una performance a un celebre scrittore italiano, il partenopeo Maurizio de Giovanni, che con i suoi romanzi fa sognare i lettori, conducendoli per mano attraverso storie parallele, misteri, omicidi e casi da risolvere. Lo scrittore ha scelto espressamente per Como pagine tratte dalle fortunate saghe narrative de “I Bastardi di Pizzofalcone” e del “Commissario Ricciardi” in cui è protagonista la Luna, tema della stagione teatrale 2019-2020.
«Amo moltissimo Como – confessa Maurizio de Giovanni, in vetta alla classifica di vendita in libreria anche con Dodici rose a Settembre che ha introdotto per i tipi di Sellerio una nuova serie e un nuovo personaggio, la detective Mina Settembre che indaga nei Quartieri Spagnoli – Posso dire che ho un rapporto molto affettuoso con la vostra città, le sono molto affezionato. Adoro la delicatezza e la serenità che infonde il paesaggio lacustre, e che vedo riflessa nell’indole dei comaschi che ho incontrato. È una città, Como, a misura d’uomo e le ho dedicato questo show lunare in cui faccio me stesso, cioè leggo le mie storie di Luna proprio a Como. Per questo ho accettato di imbastire questo spettacolo che porto solo sul lago e non andrà altrove».
«La mia è una scrittura forte – prosegue – molto coinvolgente dal punto di vista emotivo, e ringrazio il Lario per avermi dato l’occasione di volare più in alto, per distrarmi un po’ dalla crudezza dei temi di cronaca nera cui è spesso legata la narrazione della mia terra, che amo però visceralmente. Bando per una volta alla negatività e alla paura, sono contento di scrivere cose diverse. La scrittura è anche sfida, cercare qualcosa di nuovo».
In scena – la scorsa stagione sul palcoscenico ci fu un altro scrittore celebre, Alessandro Baricco con il suo Novecento – Maurizio de Giovanni non sarà solo a parlare sotto il segno della Luna di storie che hanno il colore, i ritmi, la poesia di Napoli e della vita che brulica tra vicoli e palazzi della città: «Il viaggio nella mia scrittura – dice lo scrittore al “Corriere di Como” – potrà avvalersi della musica meravigliosa del sassofonista Marco Zurzolo, celebre a livello mondiale. Alla chitarra ci sarà Carlo Fimiani, musicista raffinatissimo che ha accompagnato per molto tempo Gino Paoli. Con noi sul palco anche l’attrice e cantante che spesso mi accompagna in queste avventure teatrali, Marianita Carfora. Sarà insomma una piccola équipe napoletana in visita a Como, con la volontà di sorprendere il pubblico per farlo innamorare della nostra amata Napoli».
Ma cosa è, per lei, la Luna? «Il sinonimo del sogno, la possibilità di immaginare oltre lo sguardo, la cosa più vicina a noi nell’ambito dell’irraggiungibile. Sarà bellissimo raccontarla a suon di musica, con riferimenti agli standard del jazz e alle canzoni di metà Ventesimo secolo. E non mancherà, statene certi, un incontro con il pubblico per il rito degli autografi e delle dediche. Per uno scrittore, che lavora in solitudine, è un momento di gioia e di festa. Come documenta il successo che sta ottenendo Dodici rose a settembre, uscito da Sellerio, una black comedy ambientata a Napoli con un personaggio nuovo, una incantevole sorpresa, devo dire che sono molto fortunato. Sì, perché ho la fortuna di avere molto affetto attorno a me e attorno ai miei personaggi, affetto che mi ha consentito di creare attorno a loro delle serie, per scavarli dentro, approfondire i caratteri in cui sono immersi e i contesti in cui vivono. Credo sia il sogno di ogni scrittore e questo sta capitando a me e mi onora tantissimo. Ma lo ripeto: mai fermarsi. Lo scrittore deve sperimentare, non c’e divertimento senza sfide, se non tenti nuove vie».
In realtà il cartellone del Sociale ha due sorprese per i fan dello scrittore napoletano. Oltre allo show di apertura, la stagione di prosa ospiterà un suo lavoro teatrale martedì 18 febbraio e mercoledì 19 febbraio. Si tratta della commedia in due atti Il silenzio è grande con Massimiliano Gallo, Stefania Rocca e con Monica Nappo, Paola Senatore, Jacopo Sorbini, per la regia di Alessandro Gassman, star della serie tv su RaiUno de “I Bastardi di Pizzofalcone”.

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