Ats Insubria: «Vaccini di massa, si parte a metà aprile»

Giuseppe Catanoso

L’accelerazione che tutti stavano attendendo, per far prendere velocità alla complessa macchina organizzativa della campagna vaccinale, è arrivata. E i tempi sembrano accorciarsi, tanto che ieri mattina è giunto l’annuncio che «a metà aprile scatterà la campagna di massa». Un’informazione, quella data dal direttore sanitario di Ats Insubria Giuseppe Catanoso, attesa e che adesso poggia su certezze maggiori, collegate ovviamente all’arrivo di ingenti quantitativi di vaccini.

«A giorni avremo a disposizione molte dosi del siero Moderna da utilizzare per le somministrazioni a domicilio e altrettante del vaccino Pfizer per completare il procedimento di immunizzazione degli over 80», spiega Catanoso. Dunque i numeri in possesso di Ats sono confortanti visto che ad oggi la copertura per gli ultraottantenni è stata effettuata solo per il 20% degli aventi diritto (il totale è di 12mila persone). «Abbiamo conferma dell’arrivo dei quantitativi necessari a chiudere la fase in corso prima della metà di aprile e poi, subito dopo, si partirà con il grosso della campagna rivolta alla maggioranza dei cittadini lombardi», spiega Catanoso.

Per quella data, e in certi casi anche prima, saranno inoltre ultimati anche tutti i preparativi necessari per aprire i differenti hub vaccinali presenti sul territorio. E in alcune situazioni, a partire da Lariofiere di Erba, la struttura stessa potrebbe anche venire impiegata per concludere le operazioni tutt’ora in corso.
L’obiettivo dunque rimane lo stesso ovvero garantire una sempre crescente copertura vaccinale alla popolazione anche perché «il vaccino ci salva. Certo, quanto accaduto con AstraZeneca ha purtroppo avuto effetti negativi, è inutile nasconderlo. Anzi, abbiamo avuto anche parecchie defezioni da parte di persone che dovevano fare il vaccino. Molti rifiuti anche dal mondo scolastico – aggiunge Catanoso – Una situazione che adesso dovremo anche quantificare e gestire al meglio». Detto questo, prosegue Catanoso, «l’unica via rimane quella dell’immunizzazione perché è l’unica che produce effetti evidenti. Basti dire che abbiamo già registrato un calo molto marcato in ambito sanitario e nelle Rsa dove la vaccinazione è ormai stata fatta pressoché da tutti».

L’ultimo appello è del direttore del dipartimento di Igiene e sanità pubblica di Ats Insubria, Paolo Bulgheroni. «Abbiamo la speranza di vedere la luce fuori dal tunnel attraverso i vaccini, nei quali dobbiamo avere fiducia», afferma Bulgheroni.

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