«Attrezzati per garantire la sicurezza di tutti». Gli artigiani pronti a ritornare alla normalità

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«I nostri imprenditori sono pronti da settimane. Ovviamente sarà decisivo ottemperare a tutte le norme di sicurezza per ripartire in serenità e puntare al futuro».
Le parole sono del segretario generale di Cna Lario e Brianza, Ivano Brambilla, impegnato in prima persona, a poche ore dalla ripartenza, nel dare le ultime linee guida agli associati. Ad accogliere i clienti, a partire dalla prossima settimana, ci saranno i parrucchieri. «Siamo certamente ansiosi di ricominciare anche se regna ancora l’incertezza su cosa potrà realmente accadere. Noi comunque siamo qui. Il negozio è a norma, i dispositivi sono pronti e da oggi inizierò a contattare tutti i clienti che hanno cercato di fissare degli appuntamenti nei giorni passati ma ai quali non potevamo dire nulla di certo», racconta Marco Rossi, presidente di Cna parrucchieri. Bisognerà poi anche cercare di capire «anche se adesso è ancora presto, quanto mensilmente andrà a incidere sul nostro budget tutto il materiale obbligatorio per garantire la sicurezza. Infine noi abbiamo scelto di non aumentare i prezzi. In Ticino invece, ad esempio, ho visto che in alcuni casi c’è chi ha aumentato di 5 franchi i vari servizi, innescando violente proteste di clienti e sindacati». chiude Marco Rossi.
Un’altra categoria che attende solo di poter riaprire è quella delle estetiste. «Sono diverse le specifiche da seguire e verranno ovviamente messe in pratica. Per quanto ci riguarda, ad esempio, abbiamo anche la possibilità di dividere l’ingresso dei clienti da quello dei dipendenti. Pur non essendo obbligatoria eseguiremo la misurazione della febbre. Se serve prolungheremo gli orari e diversificheremo i turni», spiega Nadia Galli, presidente di Benessere e Sanità Cna Lario e Brianza.
«Certo tutte queste misure hanno dei costi. I dispositivi li abbiamo subito cercati e ce li siamo pagati – aggiunge Nadia Galli – Ho fatto questa stima: io ho una dipendente front office e due collaboratrici e la nuova realtà ci costerà tra i 1.200 e i 1.500 euro al mese in più solo per dispositivi di cui dobbiamo dotarci (mascherine, camici, occhiali e guanti). Le clienti non pagheranno di più ma per noi tutto questo è un sacrificio che facciamo per ringraziare quanti continueranno a venire da noi».
La voglia di ricominciare si accompagna alle perplessità per la lentezza delle norme.
«Purtroppo si è creata confusione fino all’ultimo con, da un lato, le disposizioni Inail e dall’altro l’intesa più recente tra Stato e Conferenza delle Regioni. E tutto ciò non fa certamente bene al tessuto produttivo in attesa di capire come muoversi. Ci sembra proprio una palese mancanza di rispetto», spiega il segretario generale di Confartigianato Imprese Como, Alberto Caramel. «Le aziende ovviamente si stanno preparando già da molto tempo – conclude Caramel – e quindi sono solo impazienti di ripartire purché ci sia la certezza delle norme e delle procedure da rispettare. Altrimenti diventa francamente insostenibile non poter contare su indicazioni precise da parte di chi ci governa. Ripeto, a me sembra essere una mancanza di rispetto nei confronti di chi lavora», conclude Caramel.

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