Autosilo di via Auguadri: diffida a Csu sul blocco delle tessere

altTre dipendenti del palazzo di giustizia rompono gli indugi: si profila una vertenza legale
(m.pv.) Tre dipendenti del palazzo di giustizia, dando mandato all’avvocato Giuseppe Gallo, hanno notificato a Csu la diffida a non smagnetizzare le tessere per l’ingresso nell’autosilo di via Auguadri (come annunciato per il 7 gennaio). Un passo, quello effettuato dai dipendenti, che anticipa l’eventuale apertura di una vertenza legale tra le parti che potrebbe richiamare davanti ad un giudice anche l’Avvocatura dello Stato. In quanto in ballo, nella lettera inviata dal legale alla Como Servizi

Urbani, c’è finito anche il Ministero di Giustizia.
Il cruento braccio di ferro sul parcheggio gratuito dei 150 dipendenti del tribunale all’interno della struttura a ridosso del palazzo di giustizia, approda dunque sui tavoli dei legali. Esito che in fondo era prevedibile. Ad accendere la miccia è stata l’ultima decisione della giunta di Palazzo Cernezzi di far pagare l’autosilo di via Auguadri ai dipendenti del tribunale che fino ad oggi avevano invece parcheggiato gratis. Gratuità che scaturiva da accordi tra il Ministero della Giustizia (che finanziò con 5 miliardi delle vecchie lire il rialzo dell’autosilo proprio per il personale del palazzo) e il Comune di Como. Intesa che andava poi tradotta in una convenzione che tuttavia non fu mai stipulata. «I posti di cui si discerne sono stati costruiti dal Ministero di Giustizia ed allo stesso concessi in uso esclusivo – scrive l’avvocato Gallo nella sua lettera – Soltanto il Ministero di Giustizia può dunque decidere di modificare le condizioni di accesso dei propri dipendenti, ai quali potrà eventualmente chiedere una compartecipazione alle spese di gestione». Quindi, secondo il legale, essendo i posti del Ministero, solo quest’ultimo (e non Csu) può chiedere eventuali pagamenti dai propri dipendenti. Ministero che tuttavia non paga più una lira al Comune dal 2004, come invece avrebbe dovuto proprio per la gestione ordinaria dei 200 posti riservati a magistrati (50) e dipendenti (150). «Csu, pur essendo a conoscenza della pluriennale morosità del Ministero, ora vuole rivalersi contro i dipendenti – continua l’avvocato nella sua diffida – Avrebbe dovuto, viceversa, intraprendere azioni legali per il recupero del credito. Sul punto si potrebbe riscontrare anche responsabilità amministrativa e contabile omissiva. In ogni caso, i posti sono detenuti dal Ministero e Csu non può esorbitare dai propri poteri privandolo dell’uso esclusivo dei posteggi».
La chiusura è perentoria: «Formulo diffida» dallo smagnetizzare le tessere e «in ogni caso confermo che se verranno lesi i diritti e gli interessi dei miei assistiti avvierò la tutela avanti ai competenti organi di giustizia con segnalazione anche alla Corte dei Conti».
Il dado è tratto, insomma. Anche perché, come detto, il 30 dicembre della vicenda è stata anche informata l’Avvocatura dello Stato.
La replica per conto del Comune – in una pratica gestita dal sindaco Mario Lucini e dagli assessori Daniela Gerosa e Marcello Iantorno – arriva per tutti da quest’ultimo: «L’amministrazione comunale non può che comportarsi come si sta comportando, è stata obbligata ad assumere questa decisione. Se i dipendenti ritengono che il Ministero abbia oneri da sopportare per il godimento del parcheggio si rivolgano a loro. Comunque non c’è nessun documento che certifica e obbliga il Comune a concedere 150 posti. Abbiamo ereditato questa situazione che ha origine negli anni 90. E per trasparenza e parità di trattamento anche verso gli altri dipendenti pubblici abbiamo intrapreso questo cammino».

Nella foto:
Prosegue il braccio di ferro tra dipendenti del palazzo di giustizia e Comune di Como sul parcheggio gratuito all’autosilo di via Auguadri

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