Autosilo Valmulini, un sabato di ordinaria inutilità

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Parcheggi centrali stracolmi, Valduce chiuso a tratti per troppe auto. A Camerlata solito disastro

Non che ce ne fosse bisogno, ma la giornata di ieri – penultimo sabato prima di Natale – ha certificato una volta in più quel disastro chiamato Valmulini. E se è indubitabile che, ormai, sparare sull’autosilo con il buco in mezzo (e nei conti) è fin troppo facile, è altrettanto vero che pur sempre di bene pubblico (quindi pagato dai soldi dei comaschi) si tratta. E che, quindi, accettare supinamente il flop del mastodontico posteggio circolare a metà Napoleona significherebbe accettare senza

battere ciglio quel costosissimo scandalo a cielo aperto.
Tornando alla giornata di ieri, le foto con annesso orologio pubblicate in alto già dicono molto. O meglio, il poco che c’è da dire: a ogni ora del sabato, l’autosilo Valmulini è risultato deserto, mentre i parcheggi del centro traboccavano di auto in cerca di uno spazio disponibile. L’impietoso confronto tra il posteggio affacciato sulla Napoleona e le strutture di via Auguadri (autosilo comunale), di viale Lecco (parcheggio privato) e dell’Arena (spazio privato) parte dalle 11 di ieri. Primo “derby”, tra Valmulini e autosilo accanto al Tribunale.
Poco è cambiato, nel pomeriggio, con il secondo “match” a distanza. In questo caso, a “sfidare” l’autosilo Valmulini era la struttura Valduce in viale Lecco (oltre 500 posti). E mentre in centro centinaia di automobilisti si incolonnavano alla disperata ricerca di un varco libero, fosse esso in un autosilo o all’aria aperta, il cilindro sui 6 piani affacciato sull’ex ospedale Sant’Anna continuava ad avere un solo piano completamente occupato: il sesto, dove vengono custodite le auto da una società di autosoccorso. Addirittura umiliante un ulteriore dettaglio: a metà pomeriggio i gestori dell’autosilo Valduce sono stati costretti a chiudere ripetutamente, per brevi intervalli, l’accesso ai piani. Ovvio il motivo: troppe auto, struttura completa.
Per concludere il triplo test, l’ultimo confronto impietoso ha visto (inconsapevoli) protagonisti il parcheggio a pagamento ricavato dallo spazio interno all’Arena del Teatro Sociale e, come sempre, lo stesso Valmulini.
Intorno alle 18, l’esito ha rispecchiato esattamente i precedenti: area centrale sostanzialmente piena, a dispetto dell’orario da fine giornata di shopping natalizio; posteggio multipiano alle porte di Camerlata vuoto. Anzi, spettrale, visto che – per risparmiare sui costi e anche per l’inutilità oggettiva dell’eventuale spesa – Csu ha deciso di spegnere le luci del secondo e terzo piano. Tanto, effettivamente, non sarebbero servite ad alcuno.
A chiudere questo concentrato di tristezza, un altro elemento: dal pomeriggio, al Valmulini non era più nemmeno presente il personale alle casse. Per poter pagare, era dunque necessario utilizzare le biglietterie automatiche. Niente di grave, non fosse stato per la signora con il passeggino che – alla luce della scarsità di indicazioni ai vari piani – ieri protestava in solitudine in quel cilindro inutile e costoso.

Emanuele Caso

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