Azzurri-tifosi, c’eravamo tanto amati

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Il malessere che viene da lontano, lo sfogo dei giocatori dopo lo 0-0 con il San Marino

Che qualcosa non andasse si era capito da tempo. Ma il bubbone è esploso domenica scorsa, alla fine della partita con il San Marino, quando i giocatori sono saliti in sala stampa. Più che sullo 0-0 contro gli ospiti, l’attenzione dei giocatori si è soffermata sull’atteggiamento dei tifosi azzurri, con un concetto sottolineato un po’ da tutti (nella fattispecie Andrea Ardito, Raffaele Perna e Cesare Ambrosini): «Non ci aiutano».
Come detto, che la situazione fosse in qualche modo delicata

era emerso da tempo. Mister Giovanni Colella, dopo un altro 0-0, quello con la Pro Patria, aveva sottolineato che i suoi ragazzi, anziché i fischi, avrebbero meritato gli applausi per l’impegno che avevano comunque messo in campo.
«Sono sereno come sempre, continuo a mantenere le mie opinioni e mi rendo conto che non posso essere simpatico a tutti – aveva poi commentato a muso duro Colella – Però io sono così, amo il mio lavoro e rispetto chi mi contesta. Ma allo stesso tempo penso di avere il diritto di dire quello che penso».
Poi c’era stata la squalifica di due giornate per la curva dei sostenitori lariani, per gli insulti legati alla “discriminazione territoriale”, che nessuno aveva apprezzato. Anche perché il tutto era iniziato con l’ammonizione a Bergamo che significava: «Alla prossima vi puniamo». La risposta della curva? In diretta televisiva contro la Reggiana nella gara successiva, erano volati insulti a senso unico per tutto il secondo tempo, che appunto hanno portato alla chiusura del settore per due giornate.
Poi, alla vigilia della gara con l’Entella, in sede di presentazione, il capitano Andrea Ardito aveva buttato lì una frase che in qualche modo anticipava lo sfogo di domenica. «Finora abbiamo fatto qualcosa di buono, anche se tra la gente percepiamo che c’è poco entusiasmo».
E non è un caso che nelle ultime partite gli azzurri non siano più andati a ringraziare i loro tifosi, come sempre facevano, con qualunque risultato, prima sotto la curva, poi nel settore della tribuna occupato da molti fan.
E alla fine domenica, dopo il match con il San Marino, il primo a far capire che qualcosa non andava è stato Cesare Ambrosini, vicecapitano. «Non capisco questo atteggiamento sempre critico con i mugugni e i fischi da parte dei nostri sostenitori. Una squadra come la nostra meriterebbe di essere incoraggiata. Ma preferisco che su questo argomento dica la sua il capitano».
E Andrea Ardito non si è fatto pregare. «Non so perché, ma quest’anno, rispetto al campionato che stiamo facendo, in campo sentiamo mugugni appena sbagliamo qualcosa. A noi questo non sta bene. Ma noi andiamo avanti, perseguiamo i nostri obiettivi, facciamo il nostro lavoro al di là di questo scarso appoggio».
«Serve un ambiente che ti aiuti – ha concluso – dove tutti remano dalla stessa parte, un equilibrio: invece al minimo errore partono fischi e insulti».
L’attaccante Raffaele Perna ha addirittura spiegato che «volavano insulti, riferiti a padri e madri, addirittura durante il riscaldamento. Una cosa increbile, che mi ha fatto arrabbiare parecchio. E allora ci sarà anche un motivo se non andiamo a esultare sotto la curva o se finisce la partita e torniamo subito negli spogliatoi. Stiamo facendo un buon campionato in una piazza dove negli ultimi anni si è lottato per la salvezza. Siamo in linea con gli obiettivi che ci siamo posti e ci chiediamo il perché di questa situazione».
Una frattura che per ora non pare destinata a comporsi, una vicenda che fa discutere gli stessi tifosi, allo stadio e sui social network. Rimangono da capire quelle che saranno le prossime puntate di questo confronto a muso duro.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Una fase della gara di domenica scorsa fra Como e San Marino, terminata 0-0

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