Autosilo Valmulini, ora si pensa alle future occasioni d’uso

L'autosilo Valmulini

L’autosilo Valmulini non è ancora andato ko. Dopo le cifre disastrose della promozione parcheggio più bus di sabato scorso, nell’ultima domenica di shopping prima del Natale, i numeri registrati tornano invece a far sperare. Sono stati quasi 150 i veicoli presenti nella struttura.

E così il rilancio dell’offerta, resa possibile grazie all’investimento personale dell’ex assessore Nini Binda, potrebbe avere futuro. Anzi «Deve avere un futuro – spiega lo stesso Binda – Io ho solo dato un piccolo contributo. Un uomo solo può fare al massimo il moralista, è necessario che tutti si impegnino. Dalla politica, alle associazioni di categoria, ai cittadini».

Va detto che la promozione per ora andrà avanti anche nelle giornate del 24, 26, 31 dicembre e il 6 gennaio 2017 (è in vigore la sosta a un euro con biglietto del bus andata e ritorno per il guidatore e ticket a 1,30 euro per i passeggeri). E poi? «Valuteremo cosa fare – interviene Paolo Frisoni, assessore al Commercio del Comune di Como – La speranza è che si possa proseguire in qualche modo. Ovviamente ringraziamo Binda, ma d’ora in poi sarà necessario confrontarci con gli altri assessorati (Frisoni è intervenuto nell’operazione Valmulini quale responsabile del Distretto unitario del commercio) e anche con le associazioni, non sempre presenti, per capire se e come proseguire».

Quanto accaduto domenica, con i numeri delle vetture sensibilmente risaliti «ci spinge in questa direzione. Ovviamente bisognerà gestirsi per tempo. Insomma si deve continuare così, immaginando l’utilizzo della struttura anche d’estate o nelle domeniche di primavera», chiude l’assessore Frisoni. «Visti i risultati e l’andamento rimango convinto della mia tesi. Dopo la sciagurata scelta di trasferire l’ospedale Sant’Anna a San Fermo, ho sempre detto che Valmulini rappresentava un’opportunità per Como – spiega Binda – Ora per aver ancor più successo bisognerà valutare diversi fattori: dai periodi dello shopping, agli incroci economici, alle abitudini di vita, all’educazione civile senza dimenticare l’intervento necessario della politica».

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