Baby gang di Como: l’accusa chiede pene per 20 anni e quattro “messe alla prova”

Baby gang Como

Arriva il momento della resa dei conti per i dieci componenti della baby gang di Como che hanno scelto il rito Abbreviato di fronte al tribunale dei Minori di Milano. Questa mattina l’accusa ha chiesto dieci condanne, sei ad una pena detentiva, quattro con la messa alla prova di un’anno a testa. Condizione che, al termine del programma, in caso di esito positivo porterebbe ad estinguere il reato. L’accusa – dopo una premessa generale – ha ricordato l’importanza rieducativa delle decisioni del tribunale in caso di minorenni. Le pene chieste per i sei ragazzi con più reati contestati, sono state comunque elevate arrivando fino a 5 anni e mezzo per il principale imputato. In totale, per i sei per cui sono state chieste pene detentive, il pm ha invocato oltre 20 anni di reclusione.

L’appuntamento è ora spostato di due giorni, quando ci si ritroverà tutti a Milano per eventuali repliche e per la sentenza. Erano stati diciassette ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni (appena compiuti), per la stragrande maggioranza italiani (solo cinque gli stranieri) ad essere raggiungi da una misura restrittiva in cui venivano contestati (a vario titolo) ben 38 reati tra furti, ricettazioni, rapine, danneggiamenti, estorsioni e altro. Il tutto in quella che era stata definita come una «escalation criminale» partita nel luglio del 2018 e conclusa a inizio 2019.

Della baby gang facevano parte anche dei 13enni, età che li aveva resi non punibili dalla legge. Cinque ragazzi erano finiti in carcere, altri sette furono portati in una comunità, agli ultimi cinque era stata imposta la misura della permanenza nell’abitazione, una sorta di arresto domiciliare per chi non ha ancora 18 anni. La banda che terrorizzava il centro di Como era composta da residenti a Como (la maggioranza di loro), ma anche a Cantù-Vighizzolo, Lipomo, Cernobbio, Capiago Intimiano e Montano Lucino. Il punto di ritrovo del gruppo era all’esterno di una attività commerciale dei Portici Plinio in centro a Como.

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1 Commento

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    Sergio , 13 Luglio 2019 @ 11:50

    “una mamma dice «Mio figlio, sotto choc per la condanna»” Dovrebbe preoccuparsi dello choc che suo figlio, unitamente ad altri, ha provocato verso alle vittime. Spero proprio che le condanne siano esemplari e senza sconti per nessuno. Chi ha sbagliato deve pagare con certezza della pena.

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