Balocchi e traffico, le scuse alla città. Ma il bilancio finale arriva tra due mesi

conferenza stampa conclusiva città dei balocchi

Con una conferenza stampa-fiume si è chiusa all’hotel Metropole Suisse di piazza Cavour a Como la 25ª edizione della “Città dei Balocchi”. C’erano Daniele Brunati, patron dell’evento, il sindaco di Como, Mario Landriscina, i presidenti di Consorzio Como Turistica – organizzatore – e Amici di Como – principale finanziatore, rispettivamente Roberto Cassani e Silvio Santambrogio, e Alberto Frigerio, consigliere di Amici di Como.
Pioggia di numeri e di entusiasmo, ma con qualche distinguo e qualche titubanza. Non tutti i dieci quesiti sottoposti dal “Corriere di Como” alla kermesse natalizia e al Comune per chiedere più trasparenza hanno avuto risposte. Oltre ai costi reali delle casette del mercatino si è saputo ad esempio che il Comune ha sborsato circa 20mila euro per ovviare i problemi di sicurezza e viabilità.
Ma quale organismo certificherà il rendiconto finale dei 44 giorni di manifestazione, ad esempio, è tuttora domanda senza risposta. Così come quella relativa alla partecipazione dei Balocchi alla copertura delle spese extra preventivo.
La conferenza stampa ha rimarcato i successi, accompagnata dalle scuse per i disagi, in primis il maxi-ingorgo dell’Immacolata. «Se ci sono stati problemi, ad esempio per i residenti, mi sento di chiedere scusa e cercheremo di migliorare in futuro», ha detto Daniele Brunati.
«Mi aspetto altri 8 dicembre come quello che abbiamo vissuto, ma bisogna andare avanti – ha detto Landriscina – Cercheremo di coinvolgere anche chi esprime critiche costruttive». E ha ribadito che per eventi che mobilitano imponenti flussi di traffico occorre cercare un punto di equilibrio tra sviluppo turistico e sicurezza. «Un banco di prova per il prossimo stress test, il Giro d’Italia».
I Balocchi ieri hanno dato i numeri, si diceva. Da quelli trionfalistici, oltre 2 milioni di visitatori, a quelli che questo giornale ha ottenuto insistendo come gli introiti per gli affitti del mercatino, dichiarati rivendicando la vocazione commerciale connaturata alla kermesse. E con una certezza granitica, sottolineata da Brunati alla domanda sui profitti complessivi generati dopo 44 giorni di fiera: «L’obiettivo è sempre arrivare al pareggio. Quest’anno siamo partiti con 200mila euro di spese vive».
Durante l’evento secondo gli organizzatori sono passate da piazza Duomo 2.314.374 persone, circa il 20% in più rispetto al 2017. Il picco l’8 dicembre, oltre 130mila accessi. Azzardata pure una stima di indotto, estrapolando da stime nazionali Codacons una spesa di 12-18 euro a testa a Como e moltiplicando tale spesa per il numero dei visitatori, arrivando così a ipotizzare 20-25 milioni di euro.
Non solo stime, ma anche cifre più solide, ossia come detto i costi del mercatino: ogni esercente delle casette («Gli espositori esterni sono circa 20, e i comaschi sono in aumento» secondo Brunati), ha pagato 4.750 euro per l’affitto, comprese occupazione suolo pubblico, energia (3 kw) e vigilanza. Le casette erano ottanta. «Costano meno di quelle di Milano e Verona. Le nostre costano 120 euro al giorno», ha commentato Brunati. E relativamente agli accertamenti preventivi sull’eventuale lavoro nero nelle casette, ha rimarcato: «Vi lavora tutto personale con partita Iva, ognuno è responsabile del personale che utilizza. Non ci risultano esposti ufficiali sul lavoro nero, sono false notizie».
La Città dei Balocchi, si è saputo ieri, pagherà 76mila euro al Comune in termini di occupazione del suolo pubblico, e il Comune ha speso circa 20mila euro nel potenziamento dei trasporti.
Mancano all’appello altri numeri, entro 60 giorni come previsto dalle regole del gioco: sono quelli dettagliati, del resoconto economico della manifestazione.
«Il bilancio del Consorzio Como Turistica è da anni depositato e certificato in camera di commercio», così Brunati ha risposto alla domanda su chi certificherà il bilancio dei Balocchi. Ma Balocchi e Consorzio non sono la medesima cosa: il primo è l’organismo privato che organizza dopo aver vinto, unico concorrente, il bando pubblico, e i Balocchi sono l’evento organizzato.
Al di là di quelli che qualcuno potrà ritenere tecnicismi ma che per noi rimangono sostanziali, ieri erano tutti uniti, gli organizzatori al tavolo dei relatori, nella (legittima) celebrazione della manifestazione, la cui popolarità è innegabile e la cui ricaduta sul territorio è positiva, ma che proprio a causa di questo successo rischia di sconquassare il delicato equilibrio – soprattutto viabilistico – della città di Como. Infine, l’allargamento dell’evento a via Milano, come chiesto dai commercianti di zona che – a differenza di quelli del centro – si dicono penalizzati dalla fiera. Il sindaco si è detto possibilista sull’ipotesi di creare percorsi nelle periferie, anche a Ponte Chiasso. «Abbiamo già avuto esperienze di allargamento “extra bando” – ha detto Brunati – Il problema è sempre nei costi. Il bando ha paletti strettissimi».

Il commento di Dario Campione sulla vicenda nell’articolo in allegato qui sotto

https://www.corrieredicomo.it/lo-specchio-e-le-brame/

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