Bassone sovraffollato, la direttrice: «Le situazioni critiche sono quotidiane»

Il carcere del Bassone

I numeri, come sempre, parlano in maniera chiara. Evidenziano, senza ombra di dubbio, le carenze e le difficoltà di chi lavora quotidianamente nel carcere del Bassone a stretto contatto con i detenuti. E la stessa direttrice della casa circondariale, Carla Santandrea, a esprimere, al di là delle cifre, ciò che si prova ogni giorno.
«Quante volte, nel corso di questi anni, ci siamo guardati negli occhi e sentiti soli e in difficoltà, nell’affrontare le situazioni più critiche che non sono eccezionali ma quotidiane, ma non abbiamo mai cercato alibi, ci siamo sempre messi in gioco, abbiamo agito ognuno per la propria parte, fino in fondo, io come direttore e voi come poliziotti dimostrando spirito di servizio e capacità operativa». Tutto questo in un contesto molto difficile sia per la carenza di personale che per le caratteristiche della struttura.
Come detto il Bassone è infatti una delle carceri più affollate d’Italia.
A rivelarlo, ad esempio lo scorso dicembre, il report dell’associazione Antigone, da sempre in prima linea per i diritti nelle carceri. Il penitenziario di Como aveva un affollamento pari al 194,8%.
«Ci sono poliziotti che ogni giorno negli istituti affrontano difficoltà enormi nella gestione dei detenuti che sono loro affidati e che alcune volte si sentono soli, ma non fanno mai un passo indietro e con spirito di servizio svolgono i loro compiti. Il vostro è un lavoro che è diventato sempre più difficile e per questo va ancor più apprezzato», ha infine aggiunto sempre la direttrice Carla Santandrea.

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