Basta con il centro commerciale all’aperto. Le idee dell’opposizione per gli eventi di Natale

Città dei Balocchi 2019

L’appello lanciato venerdì in conferenza stampa dagli organizzatori della Città dei Balocchi su un possibile, maggiore impegno finanziario del Comune di Como a favore dei vincitori del bando pubblico, non è piaciuto alle opposizioni. Che lo ho hanno giudicato intempestivo, sbagliato, inopportuno. Un coro di no che si è accompagnato a molte altre riflessioni, quasi tutte critiche.
Gran parte di queste riflessioni finiranno sul tavolo della giunta, che ha deciso di convocare i gruppi di minoranza per un confronto preventivo sul testo del prossimo bando.
In linea di massima, le minoranze apprezzano l’idea di movimentare la città a Natale, ma chiedono meno traffico, più qualità negli eventi, maggiore attenzione ai bambini – così richiamando lo spirito originario della manifestazione. Inoltre, invocano la trasparenza totale dei bilanci e un deciso cambiamento di rotta per ciò che riguarda la parte commerciale della kermesse. I mercatini, ormai disseminati ovunque e quasi sempre appannaggio di chi vende salumi e prodotti alimentari, non piacciono.
Il no chiaro e tondo pronunciato dal sindaco venerdì a proposito dell’aumento dei contributi pubblici agli organizzatori è il punto di partenza di tutte le riflessioni dei capigruppo d’opposizione.
«In generale sono d’accordo con il sindaco – dice Stefano Fanetti (Partito Democratico) – la Città è già impegnata sotto molti aspetti e mette in campo risorse con il lavoro dei suoi funzionari. Una diversa distribuzione dei contributi dipende poi dalla proposta: se è di natura quasi esclusivamente commerciale, non penso che possa cambiare qualcosa. Potrebbe essere diverso se l’asse delle attività si spostasse in modo deciso sulla cultura e sulle iniziative per i bambini». Il Comune, aggiunge Fanetti, deve piuttosto «impegnare le sue risorse per superare i problemi di viabilità e mobilità».
Fabio Aleotti (Movimento 5 Stelle) immagina un bando rivolto a favorire una manifestazione «meno commerciale e comunque capace di promuovere i prodotti locali. Non è vero che la gente arrivata a Como abbia incrementato i suoi acquisti. Anzi, molti negozi perdono anche la clientela solita perché la città è meno accessibile». E a proposito della tassa di soggiorno, il consigliere pentastellato pensa che «dovrebbe essere utilizzata per le navette gratuite che portino persone in città. L’evento ha già raggiunto i suoi limiti, servono soprattutto nuove infrastrutture».
Il nuovo bando immaginato da Alessandro Rapinese (Lista Rapinese sindaco) dovrebbe essere invece più «concorrenziale» e dovrebbe «puntare sulla trasparenza. In quale altra città – si chiede Rapinese – c’è qualcuno che vince lo stesso appalto da 26 anni? Bisogna essere veramente bravi, oppure molto fortunati». Sui maggiori fondi richiesti dagli organizzatori, la replica è durissima. «Se ci facessero vedere le fatture potremmo anche valutare un passo in questa direzione, ma prima ci diano tutti gli importi fatturati, verifichiamo se sono credibili oppure no».
Anche Bruno Magatti (Civitas) batte il tasto della trasparenza. E lancia qualche provocazione. «Se dopo 26 anni i conti non tornano, allora è meglio che rinuncino. Prima, però, ci facciano conoscere tutte le voci di costo, in modo dettagliato. Mi sono chiesto spesso come mai ci sia sempre un unico concorrente al bando degli eventi natalizi. È la domanda che ci si dovrebbe porre: perché partecipa uno solo? E se poi questo unico partecipante ti pone pure certe condizioni, non è qualcosa di paradossale? Ciò che bisognerebbe fare, scrivendo il nuovo bando – aggiunge Magatti – è tutelare la concorrenza, fare in modo che alla fine possano esserci più partecipanti e quindi proposte diverse tra le quali scegliere».
Più articolata la considerazione di Vittorio Nessi (Svolta Civica): «Il prossimo bando per l’organizzazione della kermesse natalizia dovrà necessariamente tenere conto degli indubbi benefici che la manifestazione porta alla città e delle criticità che negli anni sono cresciute insieme con il successo della stessa. Quanto ai costi della manifestazione per il Comune, gli stessi dovranno essere valutati attraverso una seria analisi da parte dell’amministrazione, che dovrà considerare la sostenibilità complessiva dell’evento, sia in termini economici, sia di impatto sulla città, chiedendo la valorizzazione di spazi sin qui trascurati e un contenuto artistico di qualità».

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