Bilanci finali della Città dei balocchi. Ecco perché serve la massima trasparenza
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Bilanci finali della Città dei balocchi. Ecco perché serve la massima trasparenza

Formalizzato il contributo regionale di 40mila euro al Consorzio Como Turistica

Gli organizzatori della Città dei balocchi possono o non possono guadagnare denaro dalla manifestazione natalizia del capoluogo lariano? La domanda che abbiamo più volte fatto e alla quale non è stata data ancora una risposta univoca si ripropone con una certa forza all’indomani della decisione della Regione Lombardia di concedere un contributo di 40mila euro al Consorzio Como Turistica. La relativa delibera è dello scorso primo ottobre, ed è stata votata all’unanimità dalla giunta Fontana. Va detto che non è la prima volta che a Milano viene staccato un sostanzioso assegno a favore del Consorzio.
Tra il 2015 e il 2018 l’aiutino regionale è valso 215mila euro. Sempre in forza di una richiesta presentata dagli organizzatori della Città dei balocchi sulla base dell’articolo 8 della legge 50/1986, la norma lombarda sui patrocini.
Il punto è molto semplice e andrebbe chiarito una volta per tutte. Il Consorzio Como Turistica ottiene dalla Regione cospicui finanziamenti per la Città dei balocchi dichiarando di non avere scopo di lucro (così come scritto nello statuto). Ma la manifestazione raccoglie soldi dagli espositori e numerosi sponsor. Possibile che ogni anno chiuda il suo bilancio in perfetto pareggio?
Si dirà: una cosa è il bilancio del Consorzio, un’altra quello della Città dei balocchi. Vero, ma allora fateci sapere in che misura l’uno sostiene l’altro. E quanto l’uno dipende dall’altro. Perché l’impressione è che la gallina natalizia dalle uova d’oro produca effetti benèfici a lungo (se non lunghissimo) termine. E ad amplissimo raggio.
La totale trasparenza dei conti finali della Città dei balocchi diventa a questo punto un elemento determinante. Per i motivi già sottolineati. E per altri. Il più importante dei quali è la necessità di verificare in che modo siano spesi i soldi pubblici.
Sì, perché oltre alla Regione, la manifestazione natalizia è sostenuta anche dal Comune e dalla Camera di Commercio. Va ricordato come in un’intervista al Corriere di Como pubblicata meno di due mesi fa, il sindaco del capoluogo lariano, Mario Landriscina, rispondendo alla domanda “Al privato è concesso fare lucro? E fino a quanto?”, rispose: «Sì, l’organizzatore della manifestazione, ovvero chi riceve la concessione, può fare lucro, ma deve dichiarare fino all’ultimo centesimo». È curioso che si possa fare lucro avendo nel proprio statuto una missione diversa, ma al netto di questa contraddizione resta fermo il bisogno di controllare con rigore puntuale i conti della kermesse. Il Corriere di Como ha chiesto a Palazzo Cernezzi a più riprese il dettaglio del bilancio della Città dei balocchi, lo stesso previsto dal contratto (dove si parla di «dettagliato rendiconto» verificato da un «dottore commercialista o da altri soggetti abilitati»). Sin qui abbiamo ricevuto per ciascun anno soltanto uno scarno foglio con pochi numeri e molto generici. Aspettiamo di leggere un vero bilancio.

11 ottobre 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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