Bimba ferita dopo la partita. L’assicuratore esce dal carcere. Ai domiciliari da un familiare

Monte Olimpino – Il 50enne ha lasciato il Bassone ieri pomeriggio
Era in cella dal 30 giugno. Ancora in corso i rilievi balistici
Arresti domiciliari per l’assicuratore accusato di aver ferito una bambina di 10 anni sparando dal balcone della sua abitazione, a Monte Olimpino, il 28 giugno scorso, dopo la vittoria dell’Italia contro la Germania agli Europei.
Leonardo Zarrelli, che deve rispondere di tentato omicidio, era in carcere al Bassone dal 30 giugno scorso. Già durante l’interrogatorio di garanzia, nei giorni successivi all’arresto, il legale di Zarrelli, Massimo Di Marco, aveva chiesto i domiciliari. Domanda
che era stata però respinta. Venerdì scorso, il difensore ha presentato una nuova istanza, indicando tra le motivazioni l’insussistenza delle esigenze cautelari in carcere.
Lunedì scorso il pubblico ministero Mariano Fadda, titolare dell’inchiesta, ha dato un primo parere favorevole e ieri il giudice per le indagini preliminari, Maria Luisa Lo Gatto, ha firmato il documento che ha permesso all’assicuratore di lasciare il carcere. Integralmente accolte le istanze della difesa, che ha chiesto i domiciliari nell’abitazione di un familiare di Zarrelli che aveva dato la disponibilità. Il 50enne ha lasciato il Bassone nel primo pomeriggio.
L’assicuratore non è dunque tornato nell’abitazione di Monte Olimpino dalla quale, la sera del 28 giugno, avrebbe esploso almeno cinque colpi con una carabina calibro 22.
Uno dei proiettili avrebbe colpito alla spalla una bambina di soli 10 anni che, con i genitori, stava percorrendo in auto via Bellinzona. A terra, inoltre, su un muro a poca distanza dal punto in cui la piccola è stata ferita, ci sono i segni di altri quattro colpi, tutti esplosi ad altezza uomo.
I rilievi balistici, ancora in corso, si annunciano determinanti per l’esito della vicenda. Leonardo Zarrelli, che ha sempre dichiarato di aver sparato contro una lattina appesa alla finestra di casa, deve rispondere di tentato omicidio. La tesi del bersaglio artigianale non ha mai convinto gli inquirenti.
I carabinieri che hanno effettuato le indagini e raccolto numerose testimonianze hanno affermato che, in realtà, l’assicuratore avrebbe sparato con l’intenzione di colpire un vicino di casa con il quale aveva litigato per vicende condominiali.
Dalla settimana scorsa, il perito nominato dalla difesa, Luca Soldati, sta effettuando rilievi e accertamenti per determinare la possibile traiettoria dei colpi esplosi da Zarrelli la sera del 28 giugno. Determinate sarà anche l’esito delle prove effettuate sull’ogiva estratta dalla spalla della piccola ferita. Il proiettile era molto danneggiato e per le indagini sono stati interessati i carabinieri del Reparto investigativo scientifico, il noto Ris di Parma.
In attesa degli esiti degli accertamenti, il legale dell’assicuratore, Massimo Di Marco, contattato dopo la notizia dell’accoglimento della richiesta dei domiciliari ha confermato di voler rimanere in silenzio stampa.
Sono in costante miglioramento, intanto, le condizioni della bambina ferita. La piccola è stata dimessa dall’ospedale Buzzi di Milano, dove è stata operata per l’estrazione del proiettile, ed è tornata a casa, a Ponte Chiasso, con la sorella maggiore, il papà e la mamma, in attesa del terzo figlio. La famiglia si è affidata al legale Luisa Bordeaux, che dovrà rappresentare la bimba coinvolta suo malgrado nel folle episodio.

Anna Campaniello

Nella foto:
Investigatori in via Bellinzona, dove, la sera del 28 giugno, la bambina è stata ferita a una spalla da un colpo sparato dopo la vittoria dell’Italia contro la Germania (Fkd)

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