Bis dei “forconi”, nuova paralisi

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Il blocco di via Paoli
Automobilisti esasperati. E anche oggi si replica La portavoce: «Domani davanti a Equitalia»

Macchine ovunque. Anche ieri mattina centinaia di automobilisti imprigionati nelle vetture hanno contraddistinto il panorama urbano alle porte di Como. La seconda giornata di protesta dei “forconi” ha infatti paralizzato il traffico in ingresso in convalle. E si replica anche oggi. Domani invece la protesta si dovrebbe spostare – l’autorizzazione verrà richiesta nelle prossime ore – fuori dalla sede di Equitalia, in pieno centro. Si annuncia dunque ancora più confusione. Tornando intanto a

ieri mattina, le vie Varesina e Pasquale Paoli si sono trasformate in trappole d’asfalto per le macchine in arrivo. L’immagine – da Trecallo a piazza Camerlata e dall’uscita della A9 fino in fondo a via Paoli – era identica: le luci rosse degli stop perennemente accese. Caos a Lazzago.
Rallentamenti e code lungo la statale dei Giovi a partire da Grandate. Leggermente più scorrevole la situazione lungo via Canturina. Molti, inoltre, scottati dal tempo perso nelle code di lunedì mattina, hanno deciso di utilizzare percorsi alternativi per raggiungere il centro di Como evitando così il blocco di Camerlata. Con il risultato di intasare anche la Garibadina e la Valfresca, specialmente nel tratto conclusivo di via Nino Bixio. Un’altra giornata di ordinaria follia viabilistica, dunque.
E nel cuore della protesta, intorno a piazza Camerlata, le facce scure all’interno degli abitacoli erano molte. Parecchi gli automobilisti infuriati contro i manifestanti ma altrettanti quelli solidali. Intorno alle 10 di ieri mattina, giusto per fare un esempio, si impiegava non meno di un’ora per coprire i due chilometri di strada tra il cartello di Trecallo sulla via Canturina fino all’innesto con via Badone (sulla via Varesina), arteria che conduce nel tratto finale di via Paoli. E da qui un’altra mezz’ora abbondante per percorre gli ultimi 200 metri fino al semaforo. E proprio in corrispondenza dell’incrocio i manifestanti hanno continuato a distribuire i volantini e a intonare slogan. Tantissimi gli studenti che si sono uniti alla protesta. «Siamo qui per solidarizzare e perché siamo preoccupati per il nostro futuro – ha detto un giovane dell’istituto Pessina – Tra pochi anni usciremo dalla scuola e non sappiamo quale futuro ci aspetta».
La protesta è guidata dal “Coordinamento mobilitazione 9 dicembre” che raggruppa molte sigle, tra cui I forconi, i Liberi imprenditori federalisti europei, i Cobas del latte, il Movimento autonomo degli autotrasportatori, l’Associazione Italia trasportatori e l’Azione rurale Veneto. Duri gli slogan.
«Siamo tutti cittadini italiani. Ribellarsi è un dovere». «Ci hanno accompagnato alla fame, hanno distrutto l’identità di un Paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni». Frasi ripetute e intonate tra un semaforo rosso e l’altro. L’obiettivo è uno solo: avere risposte e interventi rapidi del governo per arginare la crisi. Molti automobilisti si sono informati e hanno espresso solidarietà. Tanti, rispondendo all’invito, hanno suonato i clacson in segno di approvazione. Altrettante però le persone sull’orlo di una crisi di nervi. Mamme con i bimbi in auto da più di un’ora e molti in ritardo per il lavoro non hanno avuto la stessa pazienza strombazzando e inveendo contro i gruppetti di persone in mezzo alla strada. Sul posto, a controllare passo per passo quanto accadeva, si sono recati gli agenti della polizia locale di Como e della Questura. Non sono stati segnalati episodi gravi.
«Anche oggi siamo in tanti. Alcuni sono arrivati pure da Colico e Morbegno. La protesta va avanti. Siamo sempre più convinti e tanti ci stanno manifestando solidarietà – racconta Tabata Muchetti, portavoce del movimento del 9 dicembre 2012, quello che da ieri blocca Como – E domani ci dovremmo spostare davanti alla sede di Equitalia in via Sant’Elia. Siamo decisi ad andare avanti, senza compromessi». E senza infrangere alcuna regola. «Alcuni rallentamenti sono inevitabili. Ma rispettiamo le indicazioni, scendendo in strada solo a semaforo rosso», dice Paolo Zeni, un altro dei leader della protesta. La distribuzione dei volantini «è andata avanti per gran parte del pomeriggio con ripercussioni sul traffico. Anche se non sono stati segnalati momenti di tensione», hanno fatto sapere, in serata, dalla polizia municipale.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
A sinistra, una veduta aerea di via Pasquale Paoli nella tarda mattinata di ieri, con un lungo serpentone di auto dirette verso la convalle

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