“Black lives matter”, la protesta a Como

Un momento del flash mob dei giovani di Black Lives Matter a Como

Il flash mob degli studenti: otto minuti di silenzio in ginocchio per ricordare la morte dell’afroamericano George Floyd

La protesta per la morte di George Floyd si allarga all’Europa e all’Italia e arriva anche a Como. Tra le centinaia di persone che oggi si sono radunate nelle piazze italiane (Milano, Torino, Genova e oggi Roma) ci sono anche quelle chiamate a raccolta dall’Unione degli Studenti di Como e da “Como senza frontiere”. Sono stati oltre un centinaio i giovani che oggi pomeriggio hanno partecipato a un flash mob in piazza Verdi, di fronte al Teatro Sociale.
Sotto l’egida del movimento “Black Lives Matter” (letteralmente “le vite nere contano”) nato all’interno della comunità afroamericana e impegnato nella lotta contro il razzismo, associazioni, sindacati e studenti italiani si sono uniti al grido di rabbia dei neri afroamericani e hanno solidarizzato con il movimento.
“No Justice No Peace!” è lo slogan lanciato sulle pagine social dall’Unione degli Studenti di Como che hanno motivato così la loro protesta pacifica: “Chi si sente antifascista non può restare a guardare. Saremo davanti ai comuni delle nostre città, in rete con un’ondata di attivazione e fotopetizioni in sostegno alla richiesta di verità e giustizia sull’assassinio di #georgefloyd”.
Studenti e studentesse hanno preso posizione in piazza Verdi indossando guanti e mascherine. Per otto minuti sono rimasti in ginocchio, il tempo che l’afroamericano George Floyd, come hanno testimoniato le riprese video dei passanti, è rimasto a terra con il ginocchio dell’agente di polizia premuto sul collo.
Con l’hashtag “#blacklivesmatter” i ragazzi hanno rilanciato la protesta pacifica sui social e dopo il lungo silenzio commemorativo, sono intervenuti i portavoce dei movimenti organizzatori: “Black lives matter” non deve essere un’istanza solo negli Usa, tutti devono fare la loro parte nella lotta alle disuguaglianze. Nei loro interventi, numerose persone immigrate e figli di genitori stranieri hanno ricordato episodi di odio e discriminazione nei loro confronti.

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