Bossi o Salvini, Lario diviso

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(p.an.) Bossi o Salvini? La sfida per il dopo-Maroni si gioca anche a Como a suon di consultazioni primarie.
Nella provincia lariana le preferenze sul prossimo segretario federale della Lega Nord si possono esprimere domani dalle 9 alle 17 nella sede territoriale del Carroccio, in via Garibaldi 61.
Possono votare soltanto i militanti leghisti che hanno questa qualifica da almeno un anno. In provincia di Como i militanti sono 491, un numero decisamente più basso rispetto agli iscritti

alla Lega. L’iscrizione al Carroccio comporta infatti solo il versamento della quota annuale di 10 euro, mentre per la militanza si deve fare un’apposita domanda e in seguito ottenere il via libera alla politica attiva.
I militanti dovranno scegliere come detto tra Umberto Bossi e Matteo Salvini. La votazione sarà segreta e avverrà alla presenza di delegati inviati dalla segreteria federale.
I militanti dovranno presentarsi a votare con la tessera 2013 e la carta d’identità. Il seggio di via Garibaldi verrà presieduto da due delegati leghisti veneti. Ogni candidato potrà inoltre verificare la correttezza delle votazioni con un proprio delegato.
Le preferenze espresse sabato, a differenza dalle primarie del Pd, non comporteranno però l’elezione diretta del nuovo segretario.
Il dopo-Maroni uscirà infatti dal Congresso federale in programma al Lingotto di Torino domenica 15 dicembre. La Lega comasca sta organizzando dei pullman per seguire il passaggio storico del movimento a Torino.
Dalle consultazioni primarie dovrà uscire il candidato proposto al congresso per l’elezione. Elezione a segretario che avverrà soltanto, secondo lo statuto della Lega, con la metà più uno delle preferenze raccolte tra gli aventi diritto presenti a Torino.
In caso di mancato raggiungimento del quorum si passerà a un secondo candidato. Una partita ancora tutta da giocare, insomma, quella per la più importante poltrona leghista. Dalle preferenze comasche uscirà comunque un importante spaccato dell’attuale situazione del movimento, da tempo diviso tra i bossiani, fortissimi in alcuni feudi del lago, e i maroniani che invece appoggiano Salvini.

Nella foto:
Umberto Bossi

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