Botta e risposta su autosilo e anagrafe

alt Lo scontro tra Palazzo Cernezzi e il Comune di San Fermo

(a.cam.) «Il parcheggio è indubbiamente caro». «No, le tariffe sono adeguate». «La gestione dell’anagrafe deve essere rivista». «Gli accordi non si cambiano». La festa della patrona dell’ospedale Sant’Anna diventa l’occasione per un botta e risposta tra l’assessore del Comune di Como Marcello Iantorno e il sindaco di San Fermo della Battaglia Maurizio Falsone. Uno scontro che riapre per l’ennesima volta la polemica tra i due Comuni sulla gestione della sosta e delle

pratiche anagrafiche.
Il primo ad attaccare è Marcello Iantorno. Al Sant’Anna in rappresentanza del sindaco Mario Lucini e dell’intera giunta, l’esponente di Palazzo Cernezzi prima sottolinea il lavoro «eccellente e di grandissima efficacia dell’ospedale». Poi, sfodera la spada. «Purtroppo a livello di accordi e organizzazione ci sono ancora dei problemi», dice.
«Purtroppo il problema dei parcheggi c’è e deve essere affrontato – dice Iantorno – Le tariffe sono troppo care e, come abbiamo ribadito recentemente chiedendo la convocazione della segreteria dell’accordo di programma, deve essere rivista la destinazione degli introiti, che ora restano tutti al Comune di San Fermo. Dobbiamo risolvere la situazione in modo da avere un rapporto più equilibrato e più giusto».
La seconda frecciata è sul “caso anagrafe”. Le pratiche legate all’ospedale, in particolare nascite e morti, fanno capo al Comune di San Fermo ma sono gestite da dipendenti del Comune di Como.
«La situazione dell’anagrafe che abbiamo ereditato dalla precedente amministrazione non ci piace – precisa Iantorno – Le nascite dei bambini di Como avvengono in gran parte fuori dal territorio comunale ma dobbiamo gestirle con un dispiego di personale interno. Ci sono irrazionalità che comportano anche costi importanti e che devono essere superate».
Il sindaco di San Fermo non entra nella polemica. «Siamo orgogliosi di avere questo ospedale e confermiamo tutte le scelte fatte – dice Maurizio Falsone – San Fermo ha fatto la propria parte e si è messo a disposizione per il bene di tutti i cittadini del territorio provinciale, anche dei comaschi». Per chi non avesse capito, il primo cittadino precisa ulteriormente. «C’è un accordo di programma sottoscritto da tutti gli enti interessati nel 2003. I contratti non si cambiano in corso d’opera. È come se San Fermo dicesse che non vuole più l’ospedale». Passo e chiudo.

Nella foto:
L’autosilo dell’ospedale. Assieme all’anagrafe è terreno di scontro tra Como e San Fermo

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