Broletto, torre con vista mozzafiato. Senza controllo

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Su Facebook foto di una visita “di sfroso”. Palazzo Cernezzi: d’ora in poi sarà vietato
La notizia ha un embrione, come spesso avviene oggi, su Internet. Anna Ballerini, animatrice del gruppo di volontari “XComo Più Pulita” – che da quest’anno si è impegnato nella lotta ai graffitari nel centro di Como e anche al cimitero di Lora – ha postato sulla pagina Facebook del gruppo, con tanto di ampia photogallery, un commento entusiasta alla torre campanaria del palazzo del Broletto, in piazza Duomo, sorto nella prima decade del XIII secolo e che fu la sede originaria, in epoca medievale

, del governo della città di Como.
Anna Ballerini vi ha potuto accedere – come si usa dire da queste parti e come lei stessa ammette sul social network – «di sfroso», ma senza che nessuno obiettasse: l’osservanza del cartello di divieto di accesso nella zona dei bagni è demandata al senso civico dei visitatori e la vigilanza è in pratica assente. La visita è stata compiuta nei giorni scorsi, a conclusione di una capatina alla mostra collettiva di arte contemporanea internazionale “Boston Como” in corso fino a dopo Ferragosto nel salone dello stesso Broletto. Una mostra che ha sì un addetto – non dello staff comunale – che si occupa della vigilanza delle opere esposte e che, va detto, avvisa i visitatori del divieto di salire alla torre. Ma non può certo avere funzioni di ordine pubblico.
Anna Ballerini ha percorso le antiche scale di legno e immortalato le campane del Duomo e la vista che si gode da lassù, dietro una grata che garantisce l’incolumità e protegge anche dall’assalto dei piccioni.
«Se ci fosse la volontà questo posto, invece di essere sottoutilizzato e sprecato, potrebbe diventare una risorsa interessante per le disastrate casse del Comune – ha commentato la responsabile del gruppo “XComo Più Pulita” sulla sua pagina Facebook – All’estero con realtà meno pregevoli di questa, i Comuni fanno allegramente cassa».
«In cima si gode di una vista mozzafiato sul lago e sulla città, sembra di essere sul Baradello. In America con un patrimonio del genere farebbero salti di gioia, basterebbe risolvere i problemi logistici. Si potrebbero immaginare cose in grande». Ad esempio? «Una cena medievale – suggerisce Anna Ballerini – ricostruita con proiezioni in 3D nel salone. Con la tecnologia giusta, si potrebbe realizzare anche con ologrammi».
Intanto i problemi sono di logistica e sicurezza. Dai bagni del Broletto, che lasciano a desiderare, in effetti chiunque può accedere senza controllo alla porticina che dà sulle scale che portano alla torre campanaria da cui si ammira la vista mozzafiato sulla cupola del Duomo e sulla città. Sottoponiamo la questione all’assessore comunale al Patrimonio, Marcello Iantorno.
«Ho chiesto a chi di competenza all’ufficio Economato e patrimonio di Palazzo Cernezzi e mi è stato assicurato che sarà impedito d’ora in poi l’accesso alla torre campanaria senza la preventiva assicurazione», dice l’assessore. E in merito alla valorizzazione dell’importante patrimonio storico? «Abbiamo a cuore il problema e stiamo valutando come tutelare tutta la struttura del Broletto, sia per quanto riguarda il salone sia per il loggiato al pianterreno. Con l’intenzione di promuovervi sempre più iniziative culturali, dato che la gestione è appannaggio dell’assessorato di Luigi Cavadini che si occupa anche di turismo».
Durante la seconda giunta Bruni, tre anni or sono, l’allora assessore al Turismo Francesco Scopelliti diede per imminente «un Infopoint serale e notturno sotto il Broletto, dalle 18 all’una, per vincere il degrado dell’area e per dare un servizio ai turisti che giungono in città quando gli uffici sono chiusi». Peccato, non si è mai visto.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
La vista mozzafiato attraverso la grata metallica in cima alla struttura (fotoservizio Fkd).

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