Bruni-El Sisi, scintille in Comune

Faccia a faccia ieri mattina
Il sindaco: «No alle preghiere in via Pino»
Il Comune non darà alcun via libera alla comunità islamica di Camerlata per tornare a pregare nei locali di via Domenico Pino, a Camerlata. La decisione non è ufficiale, ma il confronto personale (alquanto animato) andato in scena ieri mattina nel cortile di Palazzo Cernezzi tra il sindaco Stefano Bruni e il portavoce della comunità musulmana, Safwat El Sisi, non sembra lasciare dubbi sull’intenzione della giunta.
Qualche giorno fa, El Sisi chiese formalmente al Comune un via libera temporaneo

per evitare di pregare per tutto l’inverno all’aperto, nello spazio antistante la piscina di Muggiò. Finora, però, né il sindaco né gli altri assessori si erano espressi nel merito. È accaduto – per caso – ieri mattina. Mentre il sindaco attraversava il cortile principale del Comune, El Sisi lo ha visto e lo ha precipitosamente raggiunto.
Ne è nato un dibattito anche aspro, con il portavoce degli islamici che minacciava di denunciare Bruni, e il sindaco che rispondeva a tono.
«Denunciatemi pure, anche se non vedo quale potrebbe mai essere l’accusa – ha affermato – Mi limito a far rispettare le legge, e in via Pino non è consentito pregare».
A queste parole, El Sisi si è ulteriormente scaldato, chiedendo almeno di ottenere un altro spazio in città per tornare a pregare al coperto e non sotto le intemperie. Bruni, però, ha ribadito più volte lo stesso concetto: nell’ex moschea abusiva non sarà permessa alcuna attività di culto. Sotto gli sguardi del comandante della polizia locale, Vincenzo Graziani, e del capo di Gabinetto di Palazzo Cernezzi, Tullio Saccenti, l’incontro-scontro è proseguito per dieci minuti abbondanti. Senza tensione, ma senza un millimetro di riavvicinamento.
Alla fine, dunque, sebbene tuttora in assenza di un pronunciamento ufficiale dell’amministrazione comunale, si può considerare tramontata anche la sola ipotesi che in via Domenico Pino la comunità islamica torni a riunirsi per le preghiere del venerdì pomeriggio.

Emanuele Caso

Nella foto:
Il portavoce della comunità islamica, Safwat El Sisi, all’ingresso dell’ex moschea

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