Bruxelles chiede più controlli sulle cave del Comasco

La città di Como vista dall'alto

Nove associazioni ambientaliste del territorio scrivono al parlamento europeo. Un appello affinchè si intensifichi il monitoraggio sulle cave esistenti in provincia di Como dove esistono 21 siti estrattivi.
E così a Bruxelles, grazi all’interessamento di Eleonora Evi del Movimento 5 Stelle, qualcosa si muove. «Abbiamo acceso il faro dell’Europa sull’inaccettabile situazione delle cave del comasco. Il Parlamento Europeo, su mia richiesta, ha inviato una lettera all’assessore regionale Cattaneo chiedendo provvedimenti tempestivi a difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini – dice Eleonora Evi – Provincia e Regione devono essere sollecitate affinchè intensifichino i controlli e il monitoraggio ambientale nei territori circostanti alle cave. Non stiamo dicendo che ci sono irregolarità evidenti ma che è fondamentale alzare il livello d’attenzione». E la questione si è subito sposta a livello regionale. «Mi adopererò per capire come far emergere il problema in Regione perchè le questioni ambientali possono avere delle ricadute sulla salute delle persone e quindi è necessario attivarsi per evitare conseguenze negative», interviene il consigliere regionale dei pentastellati, Raffaele Erba che annuncia un imminente passaggio in Regione.
Grande la soddisfazione per il risultato raggiunto anche da parte di Alessandro Zangrandi, Presidente del Comitato Tutela Val Mulini e primo firmatario della petizione. «Grazie all’intervento di Eleonora Evi, la voce dei cittadini comaschi è stata finalmente ascoltata. Il territorio Comasco ha alzato la testa per pretendere ciò che dovrebbe essere già garantito – dice Zangrandi – ovvero la tutela della salute e del nostro bellissimo territorio. Ora le autorità preposte non possono più restare sorde all’appello dei cittadini». Adesso dunque andrà atteso il primo decisivo confronto sul tema a livello regionale per capire cosa potrà accadere nell’immediato.

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