Butti: «Gli immigrati non tornino a Tavernola»

Polemica sul trasferimento degli stranieri a Prestino
Sono arrivati a Prestino, al centro di via Sacco e Vanzetti, da appena un paio di settimane.
Ma mercoledì, con una mozione passata con i voti compatti della maggioranza Pdl-Lega e sostenuta anche da uno dei due esponenti dell’opposizione, il consiglio di Circoscrizione di Camerlata lancia un messaggio chiaro: gli 84 stranieri devono tornare a Tavernola il prima possibile.
Il momentaneo trasferimento, dovuto principalmente al malfunzionamento della caldaia del centro di Tavernola, sembra destare una certa preoccupazione tra gli abitanti di Prestino. Aggravata dal fatto che, probabilmente, l’edificio che ospitava gli stranieri necessita di interventi ben più profondi della sistemazione di una caldaia. A sottolinearlo con forza è Marco Butti, consigliere comunale del Pdl: «Il centro di Tavernola è totalmente inagibile e ospita un numero di stranieri eccessivo, quindi è impensabile riportare tutti gli ospiti lì fino a quando non verranno effettuati i lavori per cui sono stati già stanziati i soldi, circa 90mila euro». Si tratta di lavori che, secondo l’esponente del Pdl, «non sono rinviabili. Anzi, proprio il continuo rinvio rischia di creare un’emergenza ingestibile. Ora Tavernola non è in condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla caldaia». Butti sottolinea anche un altro aspetto del problema: «Ho scritto una lettera al prefetto per evidenziare come il Comune di Como sia, da decenni, in prima fila sul tema dell’accoglienza. Proprio per questo penso che, se necessario, occorre sensibilizzare le altre amministrazioni comunali della nostra provincia perchè si facciano carico dell’accoglienza nei confronti di questi ospiti».
Il responsabile della Caritas diocesana, Roberto Bernasconi, era presente al consiglio di circoscrizione e non valuta in modo positivo la delibera adottata. «Io sono per l’integrazione – premette – e credo che l’origine di molte nostre paure non sia riferibile agli stranieri, quanto piuttosto da ricercare all’interno di noi stessi. Noi stiamo perdendo la nostra identità e pensiamo, erroneamente, di recuperarla imponendo limitazioni agli altri».
Nello specifico della situazione di Prestino, è necessario specificare prima di tutto che «si tratta di una cinquantina di profughi, molti dei quali arrivati di recente, e di 16 minori. Il resto sono immigrati».
Bernasconi ammette che «la concentrazione di profughi è avvenuta soprattutto nelle zone di Rebbio, Camerlata e Prestino, ma è da prima di Pasqua che stiamo accogliendo lì le persone e non è successo assolutamente niente di problematico dal punto di vista dell’ordine pubblico».
Per ora, comunque, è molto difficile poter ipotizzare un ritorno degli stranieri dal centro di Prestino a Tavernola.

Federico Trombetta

Nella foto:
Il centro di Prestino, ora occupato dagli immigrati trasferiti dalla struttura di Tavernola

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.