Ca’ d’Industria, 90 decessi e un milione di perdite

la Ca' d'Industria di Rebbio

Un anno di pandemia ha purtroppo causato molti decessi nelle strutture della Fondazione Ca’ d’Industria e si è abbattuta in maniera dirompente anche sul fronte economico.

Il punto della situazione, a distanza di dodici mesi dall’esplosione dell’emergenza sanitaria e purtroppo con una realtà tuttora fuori controllo, è stato fatto dai vertici della Fondazione convocati nella commissione consiliare 3. Purtroppo il tema più delicato da trattare, sia per gli sforzi messi in campo dal personale che per le vittime del Covid, ha riguardato l’alto numero dei decessi che ha toccato quota 90 in un anno di pandemia (44 in via Varesina e 46 alle Camelie in via Bignanico).

«È stato ovviamente un enorme dolore per tutti noi, direttamente coinvolti e in prima linea», spiegano il presidente della Fondazione Ca’ d’Industria, avvocato Gianmarco Beccalli, e la direttrice generale, Marisa Bianchi. Il contagio in via Varesina era esploso i primi giorni del nuovo anno e si era rapidamente diffuso tra ospiti e personale della struttura. Il 28 dicembre «non erano presenti casi positivi né tra gli ospiti né tra gli operatori – ha spiegato Beccalli – Poi il 2 gennaio le prime febbri, viene avviato uno screening con tampone rapido e si rilevano 26 ospiti positivi. Due giorni dopo si procede con i tamponi molecolari a tutti gli ospiti della struttura e questa volta il risultato è allarmante: oltre 50 ospiti positivi. Fino a quando, l’8 gennaio, oltre il 90% degli ospiti della struttura risulta positivo e circa la metà degli operatori sanitari: nel totale saranno 50 gli anziani deceduti, di cui 6 non per Covid, 11 in ospedale e 33 in struttura».

E alle sollecitazioni del consigliere Fulvio Anzaldo, (Rapinese sindaco) che ha chiesto se la Procura avesse aperto dei fascicoli su qualche caso riscontrato nelle strutture, è arrivata la risposta. «Alcune cartelle sono state sequestrate dall’autorità giudiziaria, ma a oggi non abbiamo notizie su procedimenti. In ogni caso da parte nostra tutto è chiaro», spiega Beccalli. Ma, come detto, gli effetti del Covid hanno avuto un impatto pesantissimo anche sull’economia delle strutture.

«Al 30 novembre – ha detto il presidente – la perdita complessiva era di un milione di euro. Stiamo cercando di trovare un modo per andare avanti, per sostenere questa struttura per altri anni». I numeri infatti fotografano una realtà che al 30 novembre del 2020 vedeva una perdita di 1.060.186 euro. Le minori entrate toccavano quota 1.786.182 euro di cui da rette alberghiere ben 1.465.721 euro. E soprattutto le liste d’attesa sono ormai inesistenti. A questo si aggiunge una carenza nel personale: in via Brambilla sono occupati 93 posti su 113 disponibili, in via Varesina 65 su 128, alle Camelie 95 su 120. Intanto nelle strutture della Ca’ d’Industria sono state avviate le vaccinazioni. «La speranza è rialzarci – conclude Beccalli – quello che è accaduto è una croce che ci portiamo dentro».

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