Caccia aperta agli “zingari”. Il primo fermato ad Atene

La banda aveva la base logistica sul Lario. Ilievski irreperibile
È caccia agli “zingari” in tutta Europa. Il giorno dopo l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse, la Procura di Cremona stringe il cerchio attorno a chi dei 17 colpiti dalla misura restrittiva non è ancora stato individuato e condotto in cella.
Tra questi, anche i componenti del gruppo di scommettitori – gli “zingari” appunto – che avevano in Como la loro «base operativa». Uno della banda, Rade Trajkovski, macedone

, 27 anni, sarebbe stato fermato nelle ultime ore ad Atene. L’uomo – «con precedenti per omicidio, rapina, banda armata, lesioni gravi» – avrebbe chiesto l’estradizione in Italia.
È lui uno dei tre componenti del gruppo denominato appunto degli “zingari”, «alle dipendenze del cartello di Singapore» che comandava le scommesse sulle partite “taroccate” partendo proprio dal Lago di Como, agendo in un’area compresa tra il centro città, Tavernola e Cernobbio. Non ci sarebbero notizie, al momento, del “comasco” di Skopje (Macedonia) Hristyian Ilievski, 34 anni. L’uomo, residente a Como in un appartamento in affitto, avrebbe fatto perdere le sue tracce.
Chi invece si sa bene dove sia, ovvero in Svizzera a pochi passi dal confine, è Almir Gegic, slovacco, ex giocatore del Chiasso e terzo componente degli “zingari”. Gegic è alla sua seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere ma, al momento, è libero anche di giocare a calcio nel Rancate. A tal proposito, tra l’altro, il 32enne nato a Presov non avrebbe ancora ricevuto la notifica del nuovo provvedimento della Procura di Cremona. La conferma arriva dalla coppia di avvocati che lo assiste in Italia, ovvero Roberto Vitati e Giovanni Spinelli.
«A noi non è ancora stato notificato nulla – commentano – Abbiamo letto sui giornali, come tutti del resto, quello che è avvenuto in merito al calcioscommesse, ma per quanto riguarda il nostro assistito non crediamo che sia nemmeno stato fissato un interrogatorio. Quindi, deduciamo che anche l’ordinanza non sia ancora stata eseguita».
Da quanto è stato possibile apprendere, all’indomani del primo provvedimento restrittivo, la polizia elvetica congelò i conti dell’ex giocatore del Chiasso, nonché componente degli “zingari”, senza tuttavia trovarvi nulla di anomalo. Motivo per cui gli stessi conti sono poi stati sbloccati e Gegic ha continuato a vivere tranquillamente a pochi passi dal confine. Risulta infatti residente in Corso San Gottardo a Chiasso. Ieri, tra l’altro, sono iniziati i primi interrogatori degli altri calciatori arrestati nel nuovo blitz della Procura di Cremona, e per gli “zingari” di Como non giungono buone notizie. Alessandro Zamperini infatti, ex giocatore di serie B e Lega Pro, avrebbe ammesso la sua partecipazione al tentativo di combine della partita di Coppa Italia tra Gubbio e Cesena del 30 novembre scorso. Il 30enne romano avrebbe tirato in ballo proprio il “comasco” Ilievski che l’avrebbe contattato per proporre gare truccate ancora prima della prima parte delle retate avvenuta la scorsa estate.
Secondo quanto riferito da Zamperini nell’interrogatorio davanti al giudice delle indagini preliminari, il macedone residente sul Lario lo avrebbe pressato affinché si desse da fare per combinare le partite. Ilievski è lo stesso personaggio che, secondo la tesi accusatoria, si recava all’aeroporto di Malpensa a incassare i soldi per corrompere i calciatori compiacenti in arrivo da Singapore e che poi comprava tessere telefoniche con documenti falsi (presentandosi come l’inesistente bulgaro Valentin Dimitrov) in un negozio di via Asiago a Tavernola.

Mauro Peverelli

Nella foto:
Il calcio è di nuovo nella bufera dopo gli ultimi arresti della Procura di Cremona nell’ambito dello scandalo scommesse

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