Caglio futurista

altEsposizioni – Omaggio al genio dell’architetto Antonio Sant’Elia e ai movimenti milanesi nella sala civica della località lariana
Estate all’insegna del Futurismo e dei suoi artisti sul Lario. A un anno dal centenario del “Manifesto dell’architettura futurista” di Antonio Sant’Elia, l’architetto comasco è stato il fulcro d’irradiazione della grande mostra di Villa Olmo di quest’anno, da marzo a luglio, la cui sezione più nutrita sotto il profilo quantitativo, quella della Pinacoteca di Palazzo Volpi in via Diaz 84, con una cinquantina di opere del maestro lariano e un progetto multimediale sulla sua vita e la sua opera, è stata prorogata fino alla fine di agosto.

Ma anche Caglio si è voluta impegnare e infatti da domenica scorsa e fino al 1° settembre nella sala civica è in corso l’esposizione Antonio Sant’Elia e i compagni del tempo futurista, organizzata dal Comune e dalla Pro Loco e a cura di Nicoletta Colombo e Annamaria Bianconi, storiche animatrici culturali dell’estate nella località lariana. Hanno concentrato la loro attenzione, per presentare al pubblico dei non specialisti il genio di Sant’Elia e la sua visionaria utopia geometrica, il clima artistico milanese tra il 1911 e il 1915, accesa dai proclami marinettiani e dal mito del dipinto La città che sale (1910) di Umberto Boccioni ma anche dagli audaci progetti architettonici per una utopica “Città Nuova” (1914) dello stesso Sant’Elia. 

Dell’architetto comasco a Caglio si possono ammirare una decina di preziosi e rari progetti (La Città nuova del 1914, Centrale elettrica del 1914, più diversi studi coevi ad essi correlati), che le curatrici hanno recuperato in collezioni private. E poi matite, chine e acquerelli di alcuni esponenti di quella meteora che fu il movimento “Nuove Tendenze”, che comprendeva lo stesso architetto, opere di alcuni giovani compagni frequentati da Sant’Elia a Brera e alle rassegne che li vedevano esporre insieme presso la Famiglia Artistica milanese, nonché quegli “interventisti” che con l’architetto comasco avevano condiviso l’arruolamento e le vicende belliche nel Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti (1915).
È la Milano che da sempre si pone all’avanguardia e vuole sperimentare, quella testimoniata con sguardo futurista a Caglio. Sperimentazioni che si ritrovano nelle opere grafiche di Adriana Bisi Fabbri e nelle visioni urbane di Achille Funi, proposte in mostra con opere di altre personalità che animavano le frequentazioni della giovane avanguardia milanese in quello stretto giro di anni, come il citato Umberto Boccioni. Domani alle 17 al teatro “Segantini” di via Redaelli una conferenza di Nicoletta Colombo fungerà da introduzione storico-critica alla visita. Ingresso libero.

Nella foto:
Studio per edificio di Antonio Sant’Elia, inchiostro nero, verde e rosso su carta da lucido del 1913, esposto a Caglio.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.