Candidatura Unesco, la Regione con il Lario

alt La proposta di valorizzazione del territorio
L’assessore alle Culture: se dovessi stilare un dossier punterei su tutto il territorio

Como è capoluogo ma anche sinonimo geografico di un intero patrimonio lacustre. È allora meglio candidare l’intero Lago di Como tra i patrimoni culturali tutelati dall’Unesco, o solo la città capoluogo di provincia, non in senso generico ma come specifica culla dell’architettura razionalista?
La questione ha diviso da una parte i promotori della lista civica di minoranza in consiglio comunale “Per Como” di Mario Molteni, che ha intenzione di candidare appunto la città in virtù del

suo ruolo di “museo all’aperto” del ’900, e dall’altra la sezione comasca di Italia Nostra, che nel 2008 si mosse per una candidatura territoriale che comprendesse, con l’aiuto della Provincia oggi commissariata, non solo la città ma anche il territorio.
Altre realtà del Nord Italia non stanno alla finestra in attesa che Como si decida e presenti un fascicolo con la candidatura. Infatti nel frattempo una mozione della Lega ha invitato la giunta del Pirellone a candidare l’intero Lago di Garda a patrimonio Unesco, chiedendo «l’ammodernamento e il potenziamento dell’attuale sistema di collettamento e depurazione delle acque, oltre che la promozione “del marchio rappresentativo dell’intero bacino del Garda”».
La Regione quindi si può fare interprete di queste istanze? Sul piano procedurale è forse prematuro, ma per quanto riguarda il Lario c’è uno schieramento dell’assessore regionale alle Culture, Identità e Autonomie, Cristina Cappellini, a favore dell’ipotesi “territoriale”.
«Presto tornerò a trovarvi con il progetto di assessorato itinerante “Culture in Cammino” – spiega – che ha già toccato una realtà da dieci anni tutelata dall’Unesco, il Sacro Monte di Ossuccio. Intanto il 19 ottobre sarò a Lecco per il nostro progetto sulle “vie della fede”. La mia posizione è questa: la regione ha tante bellezze come territorio che ogni provincia potrebbe rivendicare una candidatura. Non a caso il mio è l’assessorato alle “Culture”. Ben venga quindi anche l’ipotesi del Garda».
«Per Como, visto che il vostro territorio è vasto e ricco di motivi di interesse paesaggistici e storico-artistici, se io dovessi stilare un dossier da presentare all’Unesco punterei su una candidatura di tutto il territorio – aggiunge – Valorizzando, ad esempio, il ricco patrimonio di ville d’epoca. Candidare solo la città di Como insomma sarebbe riduttivo rispetto a tutto ciò che il lago può vantare. Il percorso per arrivare a maturare una candidatura è piuttosto lungo e quindi ci sarà tempo e motivo per discutere approfonditamente la questione».
Come dire: c’è posto per tutti, anche per un progetto che comprenda il Razionalismo tra le eccellenze del lago dato che documenti importanti di tale stile architettonico si trovano anche i tesori di Pietro Lingeri: sull’Isola Comacina le case per artista, la sede dell’Associazione Motonautica Italiana Lario a Tremezzo e Villa Leoni a Ossuccio. Una visione meno “comocentrica” del fenomeno metterebbe tutti d’accordo?
il dibattito su Internet
La polemica sulla candidatura di Como all’Unesco sta alimentando anche il web. Il sito Internet comolasaggezzadeicittadini.wordpress.com – coordinato dagli architetti Ebe Gianotti e Giovannella Bianchi – ad esempio si è schierato a favore della proposta razionalista con consensi anche su Facebook. Per il sito la proposta di “Per Como” «ha davanti una strada in salita e per questo meriterebbe di essere sostenuta e condivisa da tutta la città: è un progetto super partes i cui benefici ricadrebbero non solo su Como, ma sull’intero territorio. Non è un obiettivo che valga la scelta di costruire insieme e, almeno per una volta, di non attaccare tutto ciò che non proviene dalla propria parrocchietta?».

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Anche il lago ha tesori razionalisti: ecco Villa Leoni, capolavoro di Pietro Lingeri a Ossuccio. L’architetto ha anche firmato le “case per artisti” sull’Isola Comacina

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