Campione d’Italia, crisi quasi senza via d’uscita. Orsenigo: «Dobbiamo tornare indietro»

Il tavolo su Campione al Pirellone

Tre ore di discussione non sono servite, ieri pomeriggio, a trovare soluzioni. Ma soltanto a rendersi conto che la situazione rimane drammatica. E che l’unica via d’uscita sensata e logica è il passo indietro.
Campione d’Italia è sicuramente al centro dell’attenzione. Il governo giallorosso, a differenza di quello precedente, si è occupato e si occupa della crisi che attanaglia l’enclave da molti mesi, da quando cioè il Casinò è fallito. Ma i problemi restano. Anzi, si aggravano di giorno in giorno.
Ieri pomeriggio, nella sala della Memoria al Pirellone, il viceministro dell’Interno Matteo Mauri, il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, il senatore varesino del Pd Alessandro Alfieri e il consigliere regionale comasco Angelo Orsenigo, anch’egli del Partito Democratico, si sono seduti nuovamente attorno a un grande tavolo con i rappresentanti delle categorie economiche e delle associazioni di Campione. Le dichiarazioni finali, affidate a un breve comunicato diffuso dall’ufficio stampa Dem del consiglio regionale, sono state di maniera. «Dopo aver verificato che non era possibile bloccare la direttiva Ue sullo spazio unico doganale e il regolamento europeo – ha detto Mauri – stiamo cercando, fattivamente e nel concreto, anche con un intervento a livello internazionale, di risolvere i problemi generati dall’entrata in vigore della stessa direttiva. Ai cittadini di Campione ho voluto assicurare che si sta lavorando per la riapertura del Casinò, pur nelle gravi difficoltà generate dai contenziosi in atto».
Buone intenzioni, certo. Ma con le mani legate. Anche per questo, al termine della riunione, il consigliere regionale Orsenigo si è lasciato andare a una riflessione tanto amara quanto realistica: «dobbiamo tornare indietro, perché Campione non si salva in modo diverso. Il mio auspicio è che il governo voglia chiedere alla commissione e al Parlamento europeo l’annullamento o la sospensione della direttiva Ue». Un passaggio politicamente difficile per il Pd, cosa di cui Orsenigo è pienamente consapevole.
Fu infatti l’attuale ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, allora deputato del Pd a Strasburgo, a firmare la relazione che accompagnava la direttiva.
«Serve volontà politica – insiste però Orsenigo – e una presa d’atto che fare uscire Campione dallo spazio doganale elvetico è stato una follia. Bisogna avere il coraggio di dirlo e la forza di riparare all’errore tornando indietro».

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