Campione d’Italia, il commissario Zanzi ricorre al Consiglio di Stato contro i dipendenti

Municipio Campione d'Italia

Quattordici mesi. Più o meno 420 giorni. Senza stipendio. Il 27 del mese, appuntamento fisso dei dipendenti statali e comunali con la loro busta paga, è diventato a Campione d’Italia una sorta di tristissimo anniversario. In municipio lavorano infatti tuttora 85 persone che non ricevono il salario dal febbraio dello scorso anno. Le casse continuano a rimanere vuote. E all’orizzonte non si vede alcuna soluzione praticabile. Anzi: è di ieri la pubblicazione all’albo comunale della delibera con cui il commissario straordinario, Giorgio Zanzi, ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sospensiva del Tar del Lazio che ha congelato i licenziamenti del personale fino a novembre. Com’è noto, dopo la dichiarazione di dissesto finanziario del 7 giugno 2018, il municipio dell’enclave era stato costretto per legge a rideterminare la sua pianta organica, passando da 102 a 16 dipendenti. Contro questa delibera, assunta il 13 agosto 2018, gran parte del personale aveva fatto ricorso al Tar del Lazio che il 4 marzo scorso aveva accolto la richiesta di sospensiva e rinviato la discussione nel merito alla fine del 2019. «Nella prima udienza – dice Vincenzo Falanga, segretario generale della Uil funzione pubblica di Como – il Comune non si era nemmeno opposto, lasciando questo “compito” al ministero dell’Interno. Prendiamo atto con rammarico che adesso la linea è totalmente cambiata». Nella delibera pubblicata ieri Zanzi scrive a chiare lettere che «il mantenimento in servizio dei dipendenti comunali (nel frattempo scesi a 85 dopo dimissioni volontarie e trasferimenti) per effetto della sospensiva concessa dal Tar incide sensibilmente sulla gestione economica del Comune, rappresentando la principale voce di spesa che impedisce, a oggi, di approvare un bilancio in equilibrio». Per questo, «a tutela» del Comune stesso, «non si può non impugnare davanti al Consiglio di Stato la sospensiva».

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