Campione d’Italia, ipotesi Zes. A lanciare l’idea il sottosegretario all’economia Garavaglia

Il casinò di Campione d'Italia

Una zona economica speciale a Campione d’Italia. La proposta, per cercare di immaginare un futuro nuovo per una comunità ormai in profonda crisi economico e sociale, arriva da Massimo Garavaglia, sottosegretario all’Economia della Lega che ha già ispirato la norma del decreto che concedeva sconti fiscali del 30% per i cittadini e le imprese di Campione d’Italia. Il ragionamento di Garavaglia è lineare e molto strutturato, proprio nel tentativo di salvare una situazione che sembrerebbe poter offrire pochi margini di manovra. Il tutto in attesa della nomina del commissario straordinario per Campione. Nomina che dovrebbe arrivare in questi giorni. Il nome prescelto infatti è già sulla scrivania del presidente del consiglio Giuseppe Conte da tempo, dopo che l’indicazione, come previsto dalla legge, è arrivata dal ministero dell’Interno. Intanto il sottosegretario Garavaglia, in un’intervista al Sole 24 Ore di domenica spiega il progetto. «La Zes a Campione d’Italia si concentrerebbe sul turismo, sul settore delle tecnologie e della finanza. L’obiettivo – si legge nel testo dell’intervista del Sole 24 Ore – è quello di portare Campione d’Italia quanto a livelli di tassazione, esattamente alla pari con i comuni svizzeri che la circondano. Il Casinò è fondamentale per far ripartire l’economia della città ma questa è una realtà che non può vivere solo del Casinò. La Zes sicuramente troverà consenso tra le forze politiche». Dialogando anche sul futuro della casa da gioco, il riferimento del sottosegretario è alla necessità, per rilanciarla, di guardare a realtà private già capaci di far funzionare simili attività. E decisivo sarà, inoltre, trovare investimenti privati. «Si farà una gara e sarà scelto il soggetto migliore italiano o straniero», ha aggiunto il sottosegretario Garavaglia. Intanto continua a riscuotere interesse tra gli imprenditori anche il progetto di creare un ecosistema per aziende e startup basate sulle tecnologie emergenti blockchain. Tecnologie che in Svizzera hanno già avuto importanti riscontri economici e occupazionali. Il piano in questione prevede l’utilizzo di spazi privati e pubblici per ospitare, già dai prossimi mesi, aziende che operano nel settore blockchain e che sarebbero incentivate a stabilirsi in una cornice di fiscalità agevolata, con caratteristiche sia svizzere che italiane.

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