Campione d’Italia nello spazio doganale europeo, la mutazione è iniziata. La mobilitazione dei cittadini

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Il cambiamento è inarrestabile. Campione d’Italia, inteso come amministrazione e territorio comunale, si sta già preparando alla transizione nello spazio doganale europeo, previsto per il 1° gennaio 2020.
E mentre tutto ciò avviene, i cittadini esasperati ieri mattina erano riuniti ancora una volta insieme nella galleria civica per protestare e chiedere aiuto. La situazione assume però, giorno dopo giorno, connotati sempre più surreali. Emblema di tutto ciò i preparativi, già iniziati in paese per insediare quelli che, tra poco più di un mese, saranno gli uffici doganali campionesi. E dove saranno collocati? «Ironia della sorte o pura beffa, i locali che sono stati scelti sono quelli che un tempo ospitavano la vecchia azienda di promozione turistica, proprio di fronte alla casa da gioco, enorme gigante ormai vuoto», racconta il presidente del Comitato Civico Roberto Canesi, che ieri mattina, davanti a un folto pubblico, ha ribadito cosa potrà accadere a Campione dal prossimo primo gennaio.
«E se poi, in un futuro che tutti ci auguriamo possa non essere troppo lontano, la casa da gioco dovesse riaprire, cosa faremo di questi uffici, non proprio turistici, fuori dal casinò? Detto questo la situazione è drammatica e non riusciamo a capire perchè – visto che sul fronte della politica tutti sembrano essere in sintonia – non ci si impegni per ottenere una sospensiva», dice Canesi. In tale ottica però di recente anche il vice ministro all’Economia, in una riunione in Prefettura a Como, ha ribadito l’impossibilità di ottenere una deroga all’entrata in vigore della direttiva perchè abbondantemente scaduti i tempi tecnici per richiederla. «Ma quante direttive europee l’Italia non ha attuato? Non penso che ciò porterebbe a un’infrazione visto che si tratta, inoltre, di una direttiva di interesse esclusivamente italiano e non di altri Paesi», dice il presidente. Ma la macchina burocratica e organizzativa per arrivare preparati al cambio, sembra inarrestabile. Le prime indiscrezioni – ancora da confermare – ma che circolano già da tempo in paese e tra i vertici del comitato riguardano anche l’ubicazione vera e propria dello spazio doganale fisico, ovvero dell’area destinata a ospitare i camion e i mezzi in transito per le operazioni doganali. «Sembra, il condizionale è d’obbligo, che Dogane italiane abbiano chiesto la disponibilità, come piazzale per lo sdoganamento, di un’area all’entrata di Campione e a ridosso, non più di 50 metri, della chiesa di santa Maria dei Ghirli, vicino a un parco giochi per bimbi. Motivo ulteriore per cui i campionesi si mobiliteranno se ciò dovesse accadere», aggiunge Canesi. La speranza, anche se purtroppo non sembrerebbero esserci margini di azione, è ancora quella di un rinvio dell’entrata in essere della direttiva Europea. «Se così non fosse, ovviamente, continueremo a mobilitarci come in passato. Nostra intenzione è quanto prima anche quella di inviare un pressante appello al Presidente della Repubblica affinchè si prenda coscienza, ad ogni livello, della gravità della situazione che viviamo», dice Canesi. Uno scenario dunque, quello che si sta profilando, che andrà a toccare molti aspetti della vita quotidiana, dalle immatricolazioni delle auto (che dovranno essere fatte a Como) alle linee telefoniche, la cui continuità pare dipenda da un eventuale accordo tra una compagnia italiana e l’elvetica Swisscom, fino ad «alcuni aspetti paradossali quali ad esempio il rischio che persino in caso di decesso o di nascita di un campionese sorgano problemi e implicazioni di carattere burocratico e doganale», conclude Canesi.

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