Campione d’Italia, ok all’accordo italo-svizzero

La dogana a Campione d'Italia

Uno «scambio di note» – che nel linguaggio della diplomazia equivale a un accordo tra governi – ha sancito in modo formale, venerdì scorso, l’intesa tra Italia e Svizzera sulla definitiva uscita di Campione d’Italia dallo spazio doganale elvetico e il conseguente ingresso dell’enclave nello spazio doganale dell’Unione Europea.
«L’intesa – si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Berna – è il compimento di un percorso avviato nel gennaio» di quest’anno quando la Farnesina ricevette un promemoria della Confederazione in cui si chiedeva di «affrontare in modo congiunto le conseguenze del cambiamento di statuto doganale di Campione».
Lo «scambio di note» è quindi l’ultimo atto di questo processo, durante il quale molte cose sono avvenute. Il Parlamento italiano ha per esempio deciso di introdurre nell’enclave «un’imposta locale sul consumo allineata all’Iva svizzera, evitando così potenziali distorsioni di concorrenza nella zona di frontiera interessata».
Inoltre, è stato trovato un accordo «per appianare la situazione debitoria creatasi nei riguardi dei creditori svizzeri dell’enclave italiana». Cosa più importante, sono state poste le basi affinché «i due Stati si adoperino per mantenere, ove possibile e richiesto da parte italiana, l’erogazione di determinati servizi fondamentali da parte di imprese ed enti svizzeri». Ad esempio, la fornitura di luce, gas, acqua o la raccolta dei rifiuti. A breve, infine, sarà trovato un accordo «relativo all’istituzione di un ufficio a controlli nazionali abbinati per il valico di Bissone – Campione d’Italia».
Una mini-dogana unica per «agevolare le pratiche a beneficio di operatori economici e cittadini».

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