Campione, i politici chiedono l’aiuto del Governo dopo il caso delle tessere elettorali

Manifestazione Campione d'Italia

Un atto simbolico forte che, forse più di tanti scioperi e viaggi della “speranza” nei ministeri di Roma, ha di colpo riacceso i riflettori sulla crisi di Campione d’Italia. Spingendo tutti gli schieramenti politici a prendere ancora una posizione netta. La protesta di lunedì mattina durante la quale molti residenti hanno gettato le tessere elettorali nei cestini della spazzatura fuori dal Comune e hanno contestato il commissario Giorgio Zanzi sceso in strada per confrontarsi, evidenziano il reale allarme sociale che potrebbe all’improvviso sfuggire al controllo, come sostenuto dai sindacati che hanno ribadito anche un potenziale rischio per l’ordine pubblico. «Gettare platealmente la tessera elettorale ha un valore emblematico. Rigettare quello che dovrebbe essere lo strumento principale di partecipazione, libertà e democrazia significa che l’intera comunità campionese non si sente nè tutelata, nè considerata da un Governo che già da tempo avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di intervenire per salvare questa cittadina lombarda dal collasso e offrirle le opportunità e le condizioni necessarie per potersi risollevare», lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio regionale Alessandro Fermi. Il tutto mentre si attende sempre dal Governo l’indicazione del commissario straordinario il cui nome sarebbe già stato individuato ma ancora non formalizzato. «Sono mesi che chiediamo al Governo di attivarsi» , chiude Fermi. Altrettanto netta la posizione del Pd. «Ci saremo anche noi, lunedì 25 febbraio, alle 19, al presidio sotto al municipio di Campione d’Italia, con i lavoratori e i cittadini che, ricordiamolo sempre, sono italiani e della provincia di Como», dicono Angelo Orsenigo, consigliere regionale del Pd, e Chiara Braga, parlamentare dem. «Il forte gesto di buttare la tessera elettorale deve far riflettere tutti – continuano Orsenigo e Braga – I dipendenti del casinò sono stati abbandonati a se stessi. Chi lavora per il comune non riceve lo stipendio da un anno. Lo stesso municipio, le scuole e le poste sono al freddo perché non è più possibile pagare il gasolio per il riscaldamento. Persino i pensionati sono in difficoltà. Appoggiamo le iniziative di Cgil, Cisl e Uil comprese le due giornate di sciopero proclamate per martedì 26 e mercoledì 27 febbraio e proseguiamo con gli impegni presi di interessare Regione Lombardia, dove abbiamo chiesto più volte alla Commissione speciale rapporti con la Svizzera di convocare una seduta ad hoc. E nello stesso tempo insistiamo con il Governo », chiude il Pd. Anche il M5S interviene. «Depositeremo un emendamento nel Decreto Concretezza – dice Giovanni Currò, parlamentare M5S – per la ripartenza di Campione. Puntiamo ad avere una pianta organica comunale che deve essere congrua rispetto ai servizi erogati. Chiediamo a Matteo Salvini, Ministro competente per materia, di provvedere il prima possibile ad un nuovo stanziamento, sbloccando i fondi necessari per la sopravvivenza del Comune e ribadiamo la necessità della nomina del commissario straordinario il prima possibile».

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