«Campione in Svizzera? La storia non si cancella»
Cronaca

«Campione in Svizzera? La storia non si cancella»

Ma in paese c’è già chi raccoglie le firme. Intanto la finanza torna in Municipio

La guardia di finanza ancora in Comune, a Campione d’Italia, il giorno dopo le dimissioni dell’ormai ex sindaco Roberto Salmoiraghi. Le fiamme gialle sono tornate ieri mattina negli uffici del Municipio dell’exclave per un nuovo sequestro di documenti dopo quello della scorsa settimana. Sarebbero stati acquisiti documenti relativi soprattutto ai bilanci degli ultimi anni del Comune. In Municipio, intanto, cresce l’attesa per capire chi prenderà le redini del paese dopo l’uscita di scena di Salmoiraghi. La Prefettura di Como è al lavoro già da ieri e una delle ipotesi è che il commissario possa essere inviato da Roma. La situazione dei dipendenti del casino, chiuso dal 27 luglio scorso e dello stesso Municipio, per i quali è stata avviata la procedura per gli esuberi, è più che mai critica.
Questa sera in piazzale Maestri Campionesi, alle 20 è stata convocata una nuova assemblea dei lavoratori della casa da gioco, riuniti ormai da due mesi in presidio permanente. Parteciperanno rappresentanti sindacali a livello territoriale e nazionale. La settimana prossima invece ci sarà l’atteso confronto a Roma, auspicato da settimane dalla comunità campionese.
C’è poi un secondo tema che tiene banco nell’exclave, ovvero la dichiarazioni del ministro degli Esteri svizzero, Ignazio Cassis riguardo una possibile annessione di Campione al Canton Ticino. Ipotesi peraltro subito respinta sul fronte tricolore dai parlamentari comaschi Chiara Braga (Pd), Giovanni Currò (M5S) e Alessio Butti (Fdi).
In paese, ad ogni modo c’è chi iniziato a raccogliere le firme a favore dell’annessione. Ieri se ne contavano già diverse decine tra i campionesi
Sul tema è intervenuto anche Massimo D’Amico, presidente dell’Associazione operatori economici campionesi.
«Iniziamo dalle dimissioni del sindaco Salmoiraghi – dice D’Amico – Se un primo cittadino scrive quattro volte a Roma e nessuno risponde, cos’altro può fare se non andarsene? Anzi ha aspettato anche troppo».
E sull’annessione alla Svizzera? «È una storia che si ripete nei secoli, ma mi pare più difficile anche di quando nel 1815 la Svizzera si presentò al Congresso di Vienna per chiedere alcuni territori italiani ex francesi, tra cui Campione. Tornò a casa con la coda tra le gambe. Non si cancellano 1300 anni di storia d’Italia così. Questo piccolo villaggio nell’anno 770 dipendeva già da Sant’Ambrogio a Milano. Anche durante la dominazione austriaca l’abate veniva nominato dall’arcivescovo di Milano. Poi tutto può essere e tutto succedere, ma si parla di una legge costituzionale. Se poi si pensa di risolvere così la crisi del paese, i tempi sarebbero talmente lunghi che a iter concluso Campione non ci sarebbe più» conclude il presidente D’Amico.

20 settembre 2018

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