Campione “studia” per diventare territorio italiano. La direttiva Ue ha stravolto la natura dell’enclave

Campione d'Italia, nuova dogana

I segnali evidenti sono pochi e passano praticamente inosservati ad occhi non esperti o poco abituati a vivere sul confine.
A Campione d’Italia, il passaggio nello spazio doganale Ue, operativo dal primo gennaio, non ha mutato la realtà di tutti i giorni che è rimasta identica. Purtroppo, però, non uguale a quella degli anni in cui il Casinò era in funzione e in grado di attirare in riva al Ceresio migliaia di appassionati ma piuttosto all’attuale situazione, un’ombra, spettrale, dei fasti di una volta.
Oggi lo scenario è caratterizzato da negozi sbarrati, pochissime persone in giro, alcuni striscioni di protesta – ormai sporchi e strappati – dei mesi in cui ex dipendenti e sindacati sembravano credere ancora in un ripresa della comunità e in una riapertura celere della casa da gioco. Speranza che sembra sempre più lontana.
Le novità sono invece concentrate innanzitutto negli uffici dell’Agenzia delle Dogane che hanno occupato alcuni locali del vecchio info point turistico. È qui che si concentra il maggior numero di persone presenti in paese, tutti intenti a chiedere informazioni per capire come comportarsi adesso che di fatto tra l’enclave e la Confederazione esiste a tutti gli effetti una dogana con le relative regole.
E qui sono all’opera, dietro al bancone delle informazioni, in prima linea, Mariangela Volpati e Tullio Maria Schettini che, oltre a preparare e distribuire un vademecum contenente le risposte ai quesiti più comuni, operano proprio da interfaccia con i cittadini. A loro il compito non semplice di spiegare che cosa sta accadendo e come districarsi senza difficoltà tra Italia e Svizzera. Gli impiegati al lavoro dipendono dall’Agenzia delle Dogane di Como e anche il direttore Luca Pignanelli è operativo a Campione in queste prime settimane di cambiamento.
«Sicuramente, per far metabolizzare quanto sta accadendo ci vorrà ancora del tempo – spiega Pignanelli – I cittadini si stanno interessando a quanto succede e quotidianamente in tanti vengono nei nostri uffici».
Svariati gli argomenti su cui si chiedono lumi. «Da che cosa fare per convertire la patente svizzera a come far immatricolare e collaudare i mezzi in Italia. Vengono poi rassicurati sul mantenimento dei servizi essenziali che, in accordo con la Svizzera, sono operativi e garantiti a partire da quelli sanitari oppure, ad esempio, l’approvvigionamento del gasolio per riscaldamento». E per cercare di limare ogni dettaglio «ci siamo visti, nei giorni scorsi, anche con l’autorità doganale svizzera. I rapporti sono buoni e di costante collaborazione. Stiamo verificando come poter garantire fluidità dei traffici da e per Campione. Ad esempio, i servizi di emergenza sono sempre operativi e non ci sono rallentamenti nelle fasi di passaggio tra i due Stati. Così come per i mezzi di pronto intervento tecnico, tipo in caso di guasti agli ascensori negli edifici o per il trasporto di medicinali particolarmente importanti». E anche sui controlli della polizia «le guardie di confine stanno svolgendo le normali verifiche senza intensificazioni particolari».
Uscendo da Campione, proprio venti metri oltre il caratteristico arco cittadino è stato collocato il totem informativo dove fermarsi per compilare una dichiarazione scritta su cui annotare se si hanno merci particolari a bordo, valuta o altro. Una copia del documento va imbucata nell’apposito spazio esistente e l’altra portata con sè, così da mostrarla in caso si venisse fermati. Una colonnina informativa dalle dimensioni ridotte – nessuna dogana con uomini a presidiarla – con, in un apposito cassettino, i moduli da compilare. E anche, particolare non scontato, numerose penne, tutte rigorosamente funzionanti.

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