Campus, slitta di mesi l’accordo di programma

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Ieri ennesima riunione sul San Martino
Per il 29 gennaio sarà approntato soltanto uno “schema” di possibile intesa

Nella selva selvaggia di problemi che rende oscuro il cammino del campus al San Martino, un barlume di luce rischiara un’unica certezza: l’accordo di programma per la ristrutturazione dell’ex ospedale psichiatrico non sarà firmato prima di qualche mese. E comunque, non sarà firmato prima che la Fondazione Cariplo decida se concedere o meno il finanziamento di 5 milioni di euro delle cosiddette “Erogazioni emblematiche maggiori”.
Ieri mattina, in una riunione ristretta e informale, sono

stati messi a punto alcuni dei passaggi nodali che saranno poi discussi il prossimo 29 gennaio in sede di segreteria tecnica.
Il progetto del campus resta ad altissimo rischio. Anzi, se possibile, è ancora più in bilico. Visto che è stato deciso di stringere fino in fondo la vite – finora piuttosto spanata – degli obblighi di ciascuno dei partecipanti all’accordo di programma.
In particolare, è stato stabilito che in assenza di un piano finanziario certo e di un cronoprogramma non sarà firmata alcuna intesa. Per il 29 gennaio sarà piuttosto approntato una sorta di schema di contratto che dovrà essere accolto da ciascuno dei contraenti. Non solo.
I firmatari dell’accordo di programma dovranno – prima di siglare il loro patto – deliberare (e quindi rendere certa) la quota di finanziamento spettante a ciascuno. Una sorta di montagna invalicabile se si pensa, ad esempio, che UniverComo dovrà dare garanzie su un mutuo di 2,8 milioni di euro senza avere alcuna base finanziaria che possa sostenere una simile esposizione finanziaria.
Il percorso immaginato resta comunque molto tortuoso e irrituale.
Ma anche per questo c’è una spiegazione. Nessuno vuole rimanere in mano con il cerino politicamente incandescente.
Nessuno, cioè, ha il coraggio di dire che il progetto del campus non ha, al momento, le gambe per andare avanti. Si procede quindi per forzature.
Come, ad esempio, immaginare che l’azienda ospedaliera Sant’Anna possa deliberare – in assenza di perizie – la cessione a titolo compensativo, per i lavori di ristrutturazione, degli edifici destinati a ospitare in futuro gli studenti del Politecnico.
Oppure, pensare che il consiglio di amministrazione dell’Insubria decida domani di mettere nero su bianco la decisione di affittare tra 5 anni la sede di via Valleggio.

Nella foto:
Il percorso che porta al campus del San Martino è sempre più accidentato

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